23/02/26, 16:35
Duetti, duetti: coppie iconiche in campo e all’Ariston
11 coppie a Sanremo e in Serie A, in attesa della serata delle cover di venerdì 27 febbraio

Una delle serate più amate della settimana sanremese è sicuramente quella dei duetti (o delle cover, che dir si voglia). Il venerdì più atteso della televisione italiana, quello in cui alla corsa al Festival, si affianca un acceso dibattito parallelo su chi abbia dato l’interpretazione migliore ad alcuni classici della musica e del cantautorato italiano.
In questi sette giorni ci sarà solo una cosa importante tanto quanto Sanremo: la Serie A. È per questo che ci siamo divertiti a immaginare chi potrebbero essere i corrispettivi calcistici delle coppie in esibizione all’Ariston. Tra pilastri a centrocampo, allenatori innamorati e dissapori da spogliatoio, ce n’è davvero per tutti i gusti.
In preparazione a venerdì 27 febbraio, queste sono le nostre impressioni per la “Seri-emo A”.
Arthur Atta & Jurgen Ekkelenkamp – Su di Noi (Dargen D’Amico e Pupo)
«Su di noi, nemmeno una nuvola. Su di noi, l’amore è una favola»
Due colonne del centrocampo dell’Udinese, Atta ed Ekkelenkamp hanno contribuito ad alcune delle vittorie più significative della squadra friulana. L’ultima, quella in casa sulla Roma, in cui nemmeno i fenomeni Malen e Svilar hanno potuto niente. Il francese e l’olandese hanno una sinergia incredibile in campo e da quando nella scorsa stagione il loro minutaggio è aumentato, gli uomini di Runjaic sembrano aver fatto un salto in avanti in costanza e capacità offensive.
Quando giocano loro, il cielo sopra i bianconeri sembra proprio essere sereno e non importa in che punto d’Italia si trovino: 16 i punti conquistati al Bluenergy, 16 i punti conquistati in trasferta e 5 delle vittorie totali dei friulani portano anche la firma di questa coppia. “Su di noi, ancora una volta, dai!” canteranno Pupo e Dargen D’Amico, ma anche tutti i tifosi dell’Udinese nel prossimo match in casa contro la Fiorentina.
Cesc Fabregas & Nico Paz – Mi sei scoppiato dentro al cuore (Malika Ayane e Claudio Santamaria)
«Tu sei arrivato, m’hai guardato e allora tutto è cambiato per me»
Se si dovesse stilare una classifica dei giocatori che ci hanno messo meno tempo a convincere una tifoseria (tra l’altro, quasi debuttante in Serie A), in vetta ci troveremmo quasi sicuramente Nico Paz. Classe 2004, emerge dalle giovanili del Real Madrid e approda sulle rive del lago di Como con l’aura dell’enfant prodige, che sotto l’attenta guida di Cesc Fabregas diventa un piccolo uomo.
25 presenze, più di 2000 minuti giocati e 9 gol segnati nel suo secondo anno in Serie A. Già nella sua stagione di debutto ne segnò ben 6, contribuendo alla carica stellare di un Como che nel suo secondo anno nella massima Serie, adesso si trova lì, nella parte alta della classifica a competere con le big per un posto nell’Europa che conta.
Cosa sarà del futuro di Paz? A giugno 2026, purtroppo, si attiverà la clausola di recompra che riporterà l’argentino alla Casa Blancos, iniziando di fatto la sua nuova fase della carriera. Come direbbe un’altra celebre canzone sul calcio, “Il ragazzo si farà”, anche se lontano da noi. Per adesso però, continuiamo a goderci le sue gesta su quel ramo del lago di Como.
Giampiero Gasperini & Mile Svilar – Meravigliosa Creatura (Fedez e Marco Masini)
«Turbini e tempeste, io cavalcherò. Volerò tra i fulmini, per averti»
Nonostante le polemiche e i dubbi che avrebbe potuto portare la nuova guida, la Roma di Gasperini ci ha messo poco a chiarire chi fosse la miglior difesa di questo campionato. L’unica volta in cui Svilar non è stato in porta, i giallorossi ci hanno rimesso il cammino in Coppa Italia e quando il belga è in campo i capitolini sembrano giocare in dodici.
Aggressivo, rapido nei movimenti e con dei riflessi da falco: quasi impossibile prendere alla sprovvista Mile, tanto da chiedersi se a volte non abbia capito a che sport stia giocando e non pensi che sia una partita di pallavolo. 76 parate e 12 clean sheet, Svilar è insostituibile nella rosa romanista. Così forte che sarebbe legittimo chiedersi se non sia alieno, una meravigliosa creatura che sotto l’ala di Gasp ha regalato alla sua squadra (e a tanti fantallenatori) momenti di gioia.
Lautaro Martinez & Christian Chivu – Era già tutto previsto (Leo Gassman e Aiello)
«Non ho saputo prevedere, solo che però adesso io, vorrei morire»
Inutile girarci intorno, l’infortunio di Lautaro Martinez è piombato sulla testa di Chivu come solo le pessime notizie sanno fare. Certo, l’Inter può contare su una rosa invidiabile e su un ritmo stellare, ma dopo le brutte batoste accusate in Champions League, l’aiuto del capitano, El Toro, sarebbe stato fondamentale per tenere le redini di un gruppo che non deve perdere focus.
Il capitano nerazzurro rischia un mese di stop, proprio ora che la corsa europea si è fatta più ostica che mai, la Beneamata perde un colpo importante, anche per il rapporto di fiducia reciproca tra Chivu e Martinez. Adesso che è ora dello sprint finale in Champions e mancano poco più di 10 giornate, restare senza l’argentino sarebbe una bella gatta da pelare ad Appiano Gentile: riuscirà l’Inter a trovare una quadra ugualmente di successo?
Rafa Leao & Christian Pulisic – Asereje (Elettra Lamborghini e Las Ketchup)
«Diego tiene chuleria y ese punto de alegria»
Due determinanti come Leao e Pulisic, in Serie A non si trovano facilmente. Entrambi a ben 8 reti in questa stagione, il portoghese e lo statunitense sono due certezze per il Milan di Allegri. Associare a loro un duetto così allegro e pimpante è stato quasi ovvio, se non necessario: i due si trovano bene in campo insieme e sono una coppia di fuoco, tanto che l’unica altra canzone a loro associabile avrebbe potuto essere “Siamo la coppia più bella del mondo”.
Intervistato di recente da CBS (emittente televisiva americana), Rafa Leao non ha perso occasione per lodare ancora una volta il suo compagno di squadra: «Abbiamo un bel rapporto, ora ci conosciamo meglio anche in campo. Abbiamo avuto entrambi qualche infortunio in questa stagione, quindi non abbiamo giocato tanto insieme, ma è un grande giocatore. Quando gioca pensi sempre che possa creare qualcosa». E con un duo del genere, non vediamo l’ora di vedere cosa bolla in pentola per esaltarci ancora e ancora.
Ademola Lookman & Raffaele Palladino – La canzone dell’amore perduto (Nayt e Joan Thiele)
«"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai" Vorrei dirti ora le stesse cose, a come fan presto, amore, ad appassire le rose»
Il saluto di Ademola Lookman a Bergamo non è arrivato come un fulmine a ciel sereno per i tifosi atalantini. Era già da tempo che l’anglo-nigeriano aveva rimostranze: le polemiche sui social, i trasferimenti prima in Portogallo e poi a Londra, e infine il rientro a Zingonia in sordina. Lì ha trascorso il periodo fino alla chiusura del mercato in isolamento dal gruppo, con una condizione fisica ancora lontana dai livelli ottimali. E ora Mola è a Madrid, trasferimento che in diverse interviste ha definito come una benedizione.
Palladino ha poi confermato come la cessione fosse stata voluta dallo stesso giocatore, il quale ha salutato compagni e tifosi esclusivamente attraverso i social. La società ha assecondato la sua volontà di cambiare squadra, ma Palladino ha anche spiegato come il commiato sia avvenuto in modo piuttosto sbrigativo. Un addio amaro, per un giocatore che ha fatto sognare in grande gli orobici e ora “coprirà d'oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo”
Claudio Lotito & Maurizio Sarri – Parole parole (Fulminacci e Francesca Fagnani)
«Le rose e i violini, questa sera raccontali a un’altra»
Lotito e Sarri sembrano davvero ai ferri corti. Quel secondo posto della stagione 2022-23 sembrava il punto di partenza di un sodalizio destinato a durare. Fu invece l'inizio della fine. Già l’estate successiva, Sarri avrebbe voluto un mercato ambizioso per puntare allo scudetto, ma arrivarono giocatori diversi da quelli richiesti. Non nomi secondari, certo, ma i desideri del mister non furono esauditi.
La stagione in effetti fu un lungo malumore, che tra risultati altalenanti e costanti polemiche, culminò con le dimissioni di Sarri a marzo 2024. Sembrava una questione chiusa. E invece la scorsa estate il tecnico è tornato, con un contratto triennale. Ma quasi subito è saltato fuori l’ultimo dei grandi problemi: il blocco del mercato a causa del mancato raggiungimento dell’indicatore di liquidità requisito di ammissione alle campagne trasferimenti.
Gennaio ha fatto il resto: cessioni eccellenti (Castellanos, Guendouzi, Mandas), il caso Romagnoli e in entrata solo due giovani da scoprire. Lo scontro è diventato pubblico: I "Qui comando io" di Lotito e i "Mi chiamo fuori" di Sarri. La stessa incompatibilità di sempre, ma stavolta insanabile. Fino a giugno resteranno sotto lo stesso tetto, ma da separati in casa, con un divorzio definitivo solamente rimandato.
Romelu Lukaku & Antonio Conte – Domani è un altro giorno (Michele Bravi e Fiorella Mannoia)
«Ma nonostante tutto io non rinuncio a credere, che tu potresti ritornare qui, e come tanto tempo fa ripeto "chi lo sa. Domani è un altro giorno, si vedrà”»
14 agosto 2025: che male perdere Lukaku così, all’inizio di una stagione in cui Conte e il Napoli guardavano al quinto scudetto. Da allora rimandi, sempre rimandi e solo rimandi. Tra voci di corridoio, avvistamenti a bordocampo e allenamenti con la squadra, sembra che tutto quello che si riesce a dire sul belga sia che domani è un altro giorno, si vedrà.
E sì che Big Rom continua ad allenarsi, a puntare al ritorno in grande stile e molte testate sembrano essere convinte che al rientro di Lukaku non manchi molto, ma è un dato di fatto che la performance del Napoli non sia sempre stata quella attesa da tifosi e dirigenza, forse anche per mancanze in campo come quella del numero 9. A complicare il tutto, il fatto che spesso la squadra di Conte si sia ritrovata a dover fare i conti con diversi infortuni che hanno rallentato la corsa partenopea.
Sarà domani il “domani” in cui rivedremo Lukaku in azzurro? Non resta che continuare ad aspettare.
Stefano Pioli & Paolo Vanoli – Andamento Lento (LDA e AKA 7even)
«Andamento lento questa melodia, risonanze nere senza ipocrisia. Andare un po' più su»
Se c’è una squadra che quest’anno non riesce a uscire dall’occhio del ciclone, quella è certamente la Fiorentina. All’inizio della stagione di Serie A si è addirittura parlato della peggior Viola di (quasi) sempre, con il club viola che ha battuto un record negativo che non si palesava da quasi cinquant’anni, registrando zero vittorie nelle prime nove giornate di Serie A, ovvero il peggior avvio dalla stagione 1977/78.
Stefano Pioli era approdato a Firenze con grandi speranze e progetti, eppure non va. Nessuna vittoria nelle prime 10 giornate, solo 4 pareggi e 6 sconfitte per una Fiorentina che all’inizio di novembre aveva la peggior difesa del campionato ed era sola al ventesimo posto. L’esonero era nell’aria e infatti, il divorzio arriva il 4 novembre. Solo 3 giorni dopo prende il comando Paolo Vanoli, riaccendendo le speranze del popolo viola.
Tra la scomparsa di Commisso, i risultati negativi in campionato e una Conference League tra alti e bassi, al tecnico varesino era richiesto un miracolo e lui, lo fa. La vittoria arriva, alla sedicesima giornata, con un sontuoso 5-1 contro l’Udinese. Da allora altri 3 bottini intascati, un successo nell’andata dei playoff Conference e, finalmente, l’uscita dalla zona retrocessione.
La Serie B fa paura, ma l’impressione è quella che Vanoli e i suoi siano troppo cocciuti per cedere e anche se con un andamento lento, riusciranno a restare al loro posto, insieme alle grandi della Serie A.
Jamie Vardy & Davide Nicola – Mi sono innamorato di te (Chiello e Morgan in supporto tecnico)
«Mi sono innamorato di te, perché non potevo più stare solo»
L’arrivo di Jamie Vardy alla Cremonese è stata una delle notizie più sorprendenti e romantiche dell’ultimo mercato estivo. Vardy non è solo un’icona della Premier League, è un vero e proprio simbolo della passione per il calcio: icona del Leicester, vince lo scudetto da favola con Ranieri e non lascia le sue Foxes nemmeno nell’anno della retrocessione. Un Working Class Hero, con voglia di correre, segnare e dare tutto per la maglia.
È facile capire perché Nicola e il club lombardo si siano innamorati di questo gigante che a 38 anni non accenna a perdere colpi. La grinta è la stessa di sempre, la dedizione anche. Con la Cremo 5 gol e un assist, ma ancor più importante sembra essere l’aura che porta nello spogliatoio grigiorosso.
Ed è stato proprio Davide Nicola a trasmettere all’inglese uno speciale amore per la maglia, rivelandolo proprio durante la sua prima conferenza stampa all’inizio della stagione: «Durante la mia carriera la gente ha sempre avuto dubbi su di me, ma io sono sempre riuscito a smentire. Ho visto la passione dell’allenatore. Sarà una stagione molto lunga, partiamo da sfavoriti ma lottiamo per questa maglia».
22 match giocati su 26 per Vardy a Cremona, forse è vero che l’età è solo un numero.
Dusan Vlahovic & Luciano Spalletti – L’ultimo bacio (Mara Sattei e Mecna)
«Brucia sul viso come gocce di limone, l'eroico coraggio di un feroce addio»
Dusan non andrebbe via da Torino, ma per ora, riguardo a un suo rinnovo, tutto tace. A gennaio a situazione tra lui e Spalletti sapeva proprio di un ultimo bacio dolceamaro: le voci di corridoio, il Barça, il Bayern, il Milan, le idee e le proposte. Alla fine, Vlahovic resta alla Continassa, ma con due spade di Damocle sulla testa, ovvero il contratto in scadenza a giugno e la lesione che l’ha costretto a fermarsi per almeno 3 mesi.
I lunghi stop non aiutano la situazione del serbo, con il suo entourage spera di riuscire a tornare in campo il prima possibile, per assaporare gli ultimi bocconi di una stagione che sta prendendo la Juventus un po’ di sorpresa. 162 presenze per l’attaccante in bianconero che ha raccolto 64 gol e 16 assist, con sei reti arrivate in questa stagione tra Champions e Serie A. Ma Spalletti? Lo apprezza tecnicamente ma il dubbio sorge riguardo la sua tenuta mentale: rientrato da un infortunio così serio, con quali spirito e voglia saprebbe prestarsi alla causa bianconera, specialmente a fine contratto?
Al 30 giugno mancano poco più di quattro mesi, fino ad allora sarà solo una “magica quiete, velata indulgenza”.