11/03/26, 13:37
Diplomazia del pallone: Trump dà il via libera all'Iran per i Mondiali 2026
Gianni Infantino annuncia il sostegno di Donald Trump: l'Iran sarà il benvenuto negli Stati Uniti per i Mondiali 2026 nonostante le tensioni geopolitiche.

Trump e Infantino (Shutterstock)
In un momento di estrema tensione internazionale, il calcio prova a gettare un ponte tra nazioni in conflitto. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha rivelato attraverso i propri canali social i dettagli di un recente colloquio avuto con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Al centro del vertice, svoltosi martedì sera, non c’era solo l’organizzazione logistica del torneo che prenderà il via il prossimo 11 giugno, ma anche il delicato nodo della partecipazione dell’Iran. Nonostante l'escalation bellica in Medio Oriente, Infantino ha rassicurato il mondo sportivo: "Il presidente Trump ha ribadito che la squadra iraniana è, ovviamente, la benvenuta a competere nel torneo negli Stati Uniti".
Il calcio come strumento di unità globale
Per Infantino, la conferma del sostegno della Casa Bianca rappresenta una vittoria diplomatica fondamentale. In un post che ha fatto rapidamente il giro del web, il numero uno della FIFA ha sottolineato come la Coppa del Mondo sia "necessaria" per unire i popoli, "ora più che mai". Le sue parole mirano a placare i timori di un possibile boicottaggio o di visti negati, ribadendo il mantra che il calcio debba restare un territorio neutrale capace di superare le barriere politiche. "Voglio ringraziare sinceramente il presidente degli Stati Uniti per il suo supporto, che dimostra ancora una volta come il calcio unisca il mondo", ha concluso Infantino.
Un evento "troppo grande" per fermarsi
Le dichiarazioni dei leader arrivano a poche ore di distanza da quelle di Heimo Schirgi, direttore delle operazioni della FIFA, il quale aveva chiarito che la macchina organizzativa dei Mondiali 2026 è ormai "troppo grossa" per essere soggetta a rinvii o cancellazioni. La posizione ufficiale della Federazione rimane quella di garantire che tutte le 48 nazioni qualificate possano calcare i campi di USA, Canada e Messico. Con il via libera formale di Trump, la FIFA spera di aver rimosso l'ostacolo più critico, trasformando quella che molti temevano potesse essere una crisi diplomatica in una testimonianza di resilienza dello spirito sportivo.