Dal baratro al successo: come il Lille è diventato il club più redditizio d'Europa

Da una situazione di quasi bancarotta nel 2020 a un utile record di 94 milioni nel 2025: ecco come la gestione Merlyn Partners e Olivier Létang hanno trasformato il Lille.

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Olivier Giroud, capitano del Lille (Shutterstock)

"Il club era tecnicamente fallito". Con queste parole Olivier Létang, presidente del Lille (LOSC), descrive a The Athletic la situazione ereditata nel dicembre 2020, quando il gruppo Merlyn Partners acquisì la società. Nonostante il primo posto in Ligue 1 (che avrebbe portato alla vittoria del titolo nel 2021), i conti erano un "incubo": 200 milioni di euro di debiti esterni a tassi d'interesse altissimi, stipendi insostenibili e una montagna di pagamenti arretrati sui trasferimenti. Oggi, a distanza di poco più di cinque anni, la musica è cambiata radicalmente: il Lille è stato nominato dalla UEFA come il club più redditizio d'Europa, con un utile pre-tasse di 94 milioni di euro nell'esercizio 2024-2025.

La ricetta del risanamento: potatura e valorizzazione

Il primo passo di Létang è stato un drastico sfoltimento della rosa: dai sessanta giocatori sotto contratto dell'era precedente si è passati a un gruppo snello di 23-24 elementi. Questa mossa non ha solo ridotto il monte ingaggi (sceso da 90 a 74 milioni), ma ha migliorato il morale e la qualità degli allenamenti, aprendo percorsi chiari verso la prima squadra. Un esempio emblematico è quello di Lucas Chevalier: il club ha evitato di acquistare portieri esperti per anni pur di proteggere lo spazio per la sua crescita. Una strategia premiata nell'agosto 2025, quando Chevalier è stato ceduto al PSG per circa 40 milioni di euro.

Il trading dei talenti e l'eccellenza dell'Academy

Il modello Lille si fonda su un player trading metodico e su un'accademia d'élite che ha prodotto stelle come Leny Yoro, ceduto al Manchester United per 62 milioni di euro (più bonus). "In un mondo ideale vorremmo tenere tutti, ma per garantire la storia a lungo termine del club è essenziale che ogni tanto un giocatore parta", spiega Maren Schirmer, membro del board di Merlyn Partners. Oltre ai prodotti del vivaio, il club eccelle nello scouting di "diamanti grezzi": Carlos Baleba, prelevato dal Camerun per soli 400.000 euro, è stato rivenduto al Brighton per quasi 30 milioni, mentre Bafodé Diakité, pagato 3 milioni al Tolosa, è passato al Bournemouth nel 2025 per una cifra complessiva di 40 milioni.

Esperienza e ambizione: il fattore Giroud

Per bilanciare l'abbondanza di giovani come il talentuoso diciottenne Ayyoub Bouaddi, Létang ha puntato sull'usato sicuro, inserendo in rosa veterani del calibro di Olivier Giroud (39 anni). "L'esperienza è l'unica cosa che non si può comprare", afferma il presidente, sottolineando come la professionalità di leader come Giroud e il capitano Benjamin André sia fondamentale per educare le nuove leve. Attualmente al quinto posto in Ligue 1 e a soli due punti dalla zona Champions, il Lille di Bruno Genesio punta a chiudere la stagione sul podio. La vera vittoria, però, è già stata ottenuta fuori dal campo: aver creato un DNA basato su solidità finanziaria, agilità sul mercato e una cultura del lavoro che ha salvato un pezzo di storia del calcio francese.