Clamoroso al Real Madrid: Florentino Pérez richiama José Mourinho per rifondare i Blancos

José Mourinho torna sulla panchina del Real Madrid dopo 13 anni. I retroscena dell'accordo voluto da Florentino Pérez dopo una stagione di caos e tensioni.

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José Mourinho, nuovo allenatore del Real Madrid (ShutterStock)

Tredici anni dopo un addio tormentato e intriso di polemiche, José Mourinho compie un ritorno spettacolare sulla panchina del Real Madrid. Il tecnico portoghese, oggi sessantatreenne, ha firmato un contratto a lungo termine valido fino al giugno 2029. Si tratta dell'ultimo, clamoroso capitolo di una stagione straordinariamente turbolenta per la bacheca del Santiago Bernabéu. Sebbene il club che Mourinho ha lasciato nel 2013 sia cambiato sotto molti aspetti strutturali, l'elemento cardine è rimasto lo stesso: il presidente Florentino Pérez, che continua a muovere i fili del club e che ha fortemente voluto questa seconda possibilità per l'allenatore di Setúbal.

Il piano segreto di Pérez e il fallimento della scommessa Arbeloa

La decisione di puntare nuovamente sullo Special One ha radici lontane. Già a dicembre, Pérez aveva confidato alla sua cerchia ristretta la necessità di esonerare Xabi Alonso (poi rimosso a gennaio). Il presidente avrebbe voluto Mourinho subito, ma il portoghese era legato al Benfica da un contratto fino al 2027. La dirigenza ha così promosso ad interim l'esordiente Álvaro Arbeloa dalla squadra riserve. La scommessa si è rivelata però fallimentare: l'eliminazione in Champions League per mano del Bayern Monaco, i nove punti di distacco dal Barcellona in campionato e un clima tossico nello spogliatoio — culminato in una rissa tra Tchouaméni e Valverde — hanno spinto Pérez ad accelerare i contatti con l'agente Jorge Mendes. Nonostante i sondaggi per Pochettino, Deschamps e la suggestione Klopp, il presidente ha scelto di affidarsi all'usato sicuro, una caratteristica della sua gestione che ha già visto i ritorni di Zidane e Ancelotti.

Il caso Vinicius e la pace diplomatica nel dietro le quinte

Il percorso che ha riportato Mourinho a Madrid ha vissuto un momento di fortissima tensione lo scorso 17 febbraio, durante la sfida di Champions League a Lisbona tra il suo Benfica e il Real. In quell'occasione, la stella dei Blancos Vinicius Junior aveva accusato di razzismo il calciatore del Benfica Gianluca Prestianni (poi squalificato per insulti omofobi). Nel post-partita, Mourinho aveva rilasciato dichiarazioni forti ad Amazon Prime, suggerendo che l'atteggiamento del brasiliano avesse in qualche modo provocato la reazione, scatenando dure condanne internazionali. Quel giorno il legame sembrava definitivamente compromesso, ma fonti vicine al calciatore hanno recentemente confermato che il venticinquenne brasiliano ha superato l'accaduto e non ha posto alcun veto all'arrivo del nuovo tecnico.

Lo staff dello Special One e i primi botti di mercato

Le negoziazioni formali con Jorge Mendes all'inizio di maggio hanno definito le richieste di Mourinho, che ha ottenuto carta bianca sulla pianificazione della rosa e la gestione dello staff. Il portoghese porterà con sé cinque fedelissimi dal Benfica, tra cui gli assistenti Tralhão e Machado, ma ha insistito per mantenere nello staff storico del Madrid il preparatore atletico Antonio Pintus e l'allenatore dei portieri Luis Llopis. Sul fronte del mercato, i desideri di Mourinho stanno già prendendo forma: sono stati virtualmente bloccati gli arrivi del difensore Ibrahima Konaté (svincolato dal Liverpool) e dell'esterno Denzel Dumfries dall'Inter tramite il pagamento della clausola da 20 milioni di euro. Restano nel mirino anche i profili di Calafiori e Bernardo Silva.

Il fattore elezioni e il prezzo del riscatto

L'annuncio ufficiale, inizialmente previsto per fine maggio, è slittato a causa della discesa in campo del trentasettenne imprenditore Enrique Riquelme nelle elezioni presidenziali indette da Pérez. Per superare la concorrenza del rivale (che prometteva l'acquisto di Erling Haaland), il team elettorale di Pérez ha giocato la carta Mourinho come promessa cardine della campagna. Questo ritardo ha però fatto lievitare i costi dell'operazione: non potendo più attivare una clausola rescissoria agevolata da 6 milioni con il Benfica scaduta il 29 maggio, il Real Madrid ha dovuto versare l'intera penale di 15 milioni di euro per liberare lo Special One. Dopo la vittoria di Pérez con il 65% dei voti, la strada si è finalmente spianata: Mourinho inizierà ufficialmente il pre-campionato il 13 luglio, pronto per una nuova, intensa avventura madrilena.