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«Cinque miliardi di ragioni per punire il City»: la Premier League trema in attesa del verdetto

I dirigenti della Premier League temono per l'integrità del torneo e i diritti TV: il Manchester City rischia una penalizzazione storica tra i 160 e i 200 punti.

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Il Manchester City rischia e la Premier trema (Shutterstock)

Il calcio inglese si trova di fronte a uno dei momenti più delicati della sua storia recente. I vertici della Premier League temono che la credibilità della competizione e l'enorme valore dei diritti - stimati in circa cinque miliardi di sterline - possano subire un danno irreversibile se il Manchester City non dovesse ricevere una sanzione severa. Dopo la sentenza che ha riconosciuto la società colpevole di aver gonfiato artificialmente i propri bilanci per quasi un decennio attraverso contratti di sponsorizzazione irregolari, l'intero sistema chiede fermezza per salvaguardare l'equità del campionato.

Le possibili sanzioni e la spaccatura tra i club

Secondo quanto riportato da testate di settore e analisi legali avanzate, se venissero applicati gli stessi parametri sanzionatori adottati nei casi di Everton e Nottingham Forest (penalizzazioni di punti calcolate in base alle quote di sforamento economico), il Manchester City potrebbe fronteggiare un taglio compreso tra i 160 e i 200 punti, da distribuire forzatamente su più stagioni sportive. Nonostante la gravità delle accuse, i club inglesi appaiono divisi sulla strategia da adottare: se da un lato molte società spingono per la punizione massima, dall'altro c'è chi teme che un'eventuale espulsione dei Citizens impoverisca l'appeal globale della Premier League e possa persino rinvigorire progetti alternativi come la Superlega.

Giocatori pronti alle cause e pressioni geopolitiche

Il caso sta generando ripercussioni a cascata a ogni livello. Diversi calciatori avversari stanno consultando i propri legali per valutare azioni risarcitorie legate a bonus mancati, posizioni in classifica sfumate e lucri cessanti patiti nel corso degli anni incriminati. Parallelamente si muove la diplomazia: la proprietà di Abu Dhabi minaccia di ridurre gli investimenti nel Regno Unito in caso di condanna, costringendo persino il governo britannico a muoversi con estrema cautela. Un'eventuale stangata porterebbe al possibile disimpegno della proprietà, alla fuga delle stelle e a forti impatti sui pagamenti ancora dovuti ad altri club europei per i trasferimenti di mercato.

I tempi della giustizia e il nodo del ricorso

La battaglia legale è lontana dalla conclusione e promette di trascinarsi a lungo. Il Manchester City ha presentato ricorso ufficiale all'inizio di ottobre, aprendo una finestra di 12 settimane dedicate all'analisi delle memorie difensive, a cui seguiranno ulteriori 30 giorni a disposizione del comitato indipendente per emettere il veredicto finale, atteso tra la fine di dicembre e gennaio. Qualora la sanzione venisse confermata, il club potrebbe tentare l'ultima carta di appello presso l'Alta Corte britannica (non potendosi rivolgere al TAS per giurisdizione interna), mentre un'ipotetica e clamorosa assoluzione costringerebbe gli altri club della Premier a farsi carico degli astronomici costi legali del processo, già stimati attorno ai 100 milioni di sterline.