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18/03/26, 11:32

Chelsea, scontro sui miliardi: il Governo UK pronto a fare causa a Roman Abramovich

Scaduto il termine per lo sblocco dei 2,5 miliardi di sterline dalla vendita del Chelsea. Il Governo britannico minaccia azioni legali contro Abramovich per i fondi destinati all'Ucraina.

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Roman Abramovich, ex proprietario del Chelsea (Shutterstock)

Il lungo braccio di ferro tra il Governo del Regno Unito e l'ex proprietario del Chelsea, Roman Abramovich, è giunto a un punto di rottura definitivo. Dopo la scadenza dell'ultimo termine fissato per il rilascio dei 2,5 miliardi di sterline derivanti dalla vendita del club nel 2022, Downing Street ha avvertito i legali dell'oligarca russo di essere pronta a procedere per vie giudiziarie. La somma, attualmente congelata in un conto bancario britannico, era stata destinata alle vittime della guerra in Ucraina come condizione essenziale per permettere il passaggio di proprietà al consorzio guidato da Todd Boehly. Tuttavia, il mancato rispetto degli accordi ha spinto il Primo Ministro Keir Starmer a lanciare un ultimatum: onorare l'impegno o affrontare una battaglia in tribunale.

Il nodo della donazione: beneficenza o rimborsi?

Al centro della disputa c'è una profonda divergenza sull'effettivo ammontare da devolvere e sulla destinazione dei fondi. Mentre il Governo britannico esige che l'intera cifra venga destinata a una fondazione per scopi umanitari in Ucraina, i conti pubblicati recentemente dalla Fordstam — la holding di Abramovich — indicano l'intenzione di donare "solo" 987 milioni di sterline. La differenza sarebbe giustificata dal rimborso di prestiti infruttiferi utilizzati negli anni per finanziare il Chelsea, una mossa che Londra non intende tollerare. Inoltre, l'oligarca ha insistito affinché i fondi siano utilizzati per "tutte le vittime del conflitto", una formulazione ambigua che aprirebbe alla possibilità di destinare parte del denaro anche a cittadini russi, scenario categoricamente escluso dalle autorità britanniche.

Una promessa tradita e le possibili conseguenze

Un portavoce del governo ha dichiarato duramente che ad Abramovich è stata concessa "l'ultima possibilità di fare la cosa giusta", ma il fallimento nel completare la donazione ha reso necessari "ulteriori passi per garantire che la promessa fatta al momento della vendita sia mantenuta". La pressione politica è altissima, poiché il Governo deve dimostrare che le sanzioni contro gli oligarchi legati al Cremlino siano efficaci e che i proventi non tornino, neanche indirettamente, nelle mani di chi ha sostenuto il sistema russo. Se la causa dovesse procedere, si tratterebbe di un caso legale senza precedenti, capace di riscrivere le regole sulla gestione dei beni congelati e sul potere dello Stato di intervenire nelle transazioni private legate a figure sanzionate.