Caso Manchester City: polemiche sulla missione di governo in India dopo il verdetto sulle 114 violazioni
Un rappresentante del Manchester City partecipa a una missione diplomatica del governo britannico in India nonostante la condanna per 114 violazioni delle regole finanziarie.

Lo stadio del Manchester City (Shutterstock)
Non si placano le controversie attorno al Manchester City. Nonostante il recente verdetto che ha visto la commissione indipendente ritenere il club colpevole di 114 delle 115 accuse per violazione delle norme del Fair Play Finanziaario della Premier League — con presunti sponsorizzazioni fittizie per gonfiare i ricavi di quasi 900 milioni di sterline —, la società è finita al centro di un nuovo caso politico. Un rappresentante dei Citizens ha infatti preso parte a una delegazione ufficiale del governo britannico in missione commerciale a Delhi e Mumbai, guidata dal sindaco di Manchester Bev Craig.
Le dichiarazioni del sindaco di Manchester tra regole ed economia
Interpellata dal quotidiano The Guardian sulla decisione di includere un esponente della società nella delegazione commerciale, il sindaco Bev Craig ha difeso la scelta evidenziando il doppio binario tra giustizia sportiva e impatto territoriale: "Se un club ha infranto le regole è giusto che venga punito al termine di un processo indipendente. Allo stesso tempo, però, chiedendo ai residenti dell'East Manchester si comprenderà quanto la comunità abbia beneficiato di nuove biblioteche, centri sportivi, scuole superiori, investimenti infrastrutturali e opportunità di lavoro garantite dalla proprietà".
I rapporti con la politica e il ruolo del Primo Ministro
La vicenda ha riacceso i riflettori sui contatti passati tra la dirigenza del City e le istituzioni locali e nazionali, compresi i meeting formali tra il presidente Khaldoon al-Mubarak e l'ex sindaco di Manchester, oggi Primo Ministro Andy Burnham. Durante il Question Time parlamentare del mercoledì, Burnham ha confermato che le questioni relative alle accuse della Premier League non sono mai state oggetto di discussione durante gli incontri ufficiali. Da Downing Street è arrivata poi una puntualizzazione: nel caso in cui il verdetto venisse confermato in secondo grado, i responsabili dovranno affrontare tutte le conseguenze del caso.
Ricorso in corso e lo spettro di sanzioni storiche
Il Manchester City continua a negare con fermezza ogni addebito e ha già inoltrato formale ricorso per ribaltare la decisione della commissione indipendente. Qualora la sentenza di colpevolezza dovesse essere confermata anche al termine dell'appello, i campioni d'Inghilterra rischiano sanzioni senza precedenti: da pesanti penalizzazioni in classifica alla revoca dei titoli vinti nel periodo contestato, fino al blocco delle sessioni di calciomercato o persino all'esclusione dal campionato di Premier League.