Caos Mondiale 2026: i lavoratori del SoFi Stadium minacciano lo sciopero a due mesi dal via
Crisi per la FIFA a 60 giorni dal Mondiale: 2.000 lavoratori del SoFi Stadium di Los Angeles minacciano lo sciopero. Nel mirino la sicurezza, l'IA e il caro affitti.

Il SoFi Stadium di Inglewood, Los Angeles (Shutterstock)
A poco più di due mesi dal fischio d'inizio del Mondiale 2026, la FIFA deve affrontare una crisi inaspettata che rischia di paralizzare uno degli impianti simbolo del torneo. Migliaia di lavoratori del SoFi Stadium di Los Angeles, sede della gara d'esordio della nazionale statunitense (USMNT) e di altri sette incontri cruciali, hanno minacciato azioni di sciopero. La protesta è guidata dal sindacato UNITE HERE Local 11, che rappresenta circa 2.000 dipendenti tra cuochi, baristi e addetti ai servizi, decisi a incrociare le braccia se le loro richieste non verranno ascoltate dalla FIFA e dalla proprietà dello stadio, la Kroenke Sports & Entertainment.
La paura dell'ICE e la sicurezza degli operai
Al centro della contesa c'è una preoccupazione che va oltre il semplice aspetto salariale: la presenza degli agenti dell'ICE (U.S. Customs and Immigration Enforcement) all'interno e nei pressi delle sedi mondiali. Il sindacato teme che la collaborazione tra FIFA e agenzie federali per la sicurezza possa sfociare in raid migratori, mettendo a rischio i lavoratori e le loro famiglie. "Vogliamo l'ICE fuori dai giochi", ha dichiarato Kurt Petersen, co-presidente del sindacato, sottolineando come molti membri siano pronti ad abbandonare il posto di lavoro per motivi di sicurezza sanitaria e psichica qualora dovessero avvistare agenti in divisa o in borghese durante i turni.
IA e automazione: il timore della sostituzione
Un altro punto di rottura riguarda l'introduzione di tecnologie basate sull'intelligenza artificiale e sistemi di automazione per i pagamenti rapidi. Il sindacato chiede garanzie formali affinché queste innovazioni non eliminino posti di lavoro storicamente occupati da esseri umani. Secondo Petersen, le aziende stanno correndo a velocità estrema per implementare queste soluzioni a scapito dei lavoratori, proprio mentre la FIFA prevede incassi record che supereranno gli 11 miliardi di dollari. La richiesta è chiara: nessun posto di lavoro deve essere sacrificato sull'altare dell'efficienza tecnologica durante la kermesse mondiale.
Il nodo degli alloggi e il caso Airbnb
La protesta tocca anche temi sociali legati alla città di Los Angeles. Il sindacato accusa Airbnb, sponsor ufficiale della FIFA, di aggravare la crisi abitativa locale. La spinta verso gli affitti brevi per i turisti del Mondiale starebbe infatti riducendo l'offerta di alloggi a lungo termine, rendendo insostenibili i canoni per i residenti. UNITE HERE Local 11 chiede alla FIFA di destinare una parte dei profitti del torneo al fondo per l'edilizia popolare e pretende una moratoria regionale sugli affitti a breve termine per evitare che i lavoratori vengano espulsi dal mercato immobiliare delle aree limitrofe allo stadio.
Sciopero realistico per la gara inaugurale
Con il contratto collettivo ormai scaduto e due sessioni di negoziazione fallite, lo sciopero per il debutto degli USA contro il Paraguay, il prossimo 12 giugno, appare come uno scenario concreto. "Siamo la spina dorsale dell'industria che renderà prospera la FIFA", ha avvertito Petersen, "ma finora siamo stati ignorati". La minaccia non è da sottovalutare: tra il 2023 e il 2024, gli stessi lavoratori hanno già organizzato oltre 175 scioperi nel settore alberghiero tra California e Arizona. Se la FIFA e la famiglia Kroenke non troveranno un accordo entro metà maggio, il palcoscenico mondiale del SoFi Stadium potrebbe aprirsi tra picchetti e proteste invece che con la festa del calcio.