Calcio in tempesta: UEFA, CONMEBOL e AFC unite contro Infantino tra accuse e veleni
Scontro totale ai vertici FIFA: UEFA, CONMEBOL e AFC accusano Infantino di inganno dopo il caso Mondiali. Intanto emerge un'indiscrezione sull'era UEFA.

Il presidente Fifa Gianni Infantino (ShutterStock)
La frattura all'interno delle istituzioni del calcio globale si fa sempre più profonda. Con una lettera aperta congiunta indirizzata all'intera "famiglia del calcio", le tre principali confederazioni continentali — UEFA, CONMEBOL e AFC — sono tornate ad attaccare duramente il presidente della FIFA Gianni Infantino. Nel documento ufficiale, le associazioni denunciano una condotta segnata da "inganni" e una "fondamentale violazione della fiducia", rifiutando categoricamente la tesi del semplice "errore procedurale" avanzata dalla FIFA per giustificare il naufragato progetto di cessione di quote dei Mondiali a investitori privati.
Il rifiuto della linea difensiva e la minaccia del boicottaggio
Per le tre confederazioni, il tentativo di monetizzare la massima competizione per nazioni rappresenta un grave fallimento di giudizio istituzionale. La nota sottolinea come la gestione di Infantino risponda alla logica di un dirigente che ritiene il calcio "subordinato alla sua persona" anziché porsi al servizio delle istituzioni. Di fronte allo stallo, la UEFA ha confermato di mantenere attiva la minaccia di boicottare le competizioni FIFA finché il manager italo-svizzero rimarrà alla guida del governo del calcio mondiale, criticando al contempo la recente riunione del comitato di gestione tenutasi in Marocco per aver espresso un pubblico sostegno al presidente senza affrontare una seria resa dei conti.
Il caso liquidazione e le ombre sul passato in UEFA
A complicare ulteriormente la posizione di Infantino si è aggiunta una delicata vicenda emersa nel fine settimana. La UEFA ha confermato la ricostruzione del Daily Telegraph circa un cospicuo "pagamento di fine rapporto" — con tanto di copertura delle rette per un corso MBA — corrisposto a una ex dipendente con cui il dirigente avrebbe intrattenuto una relazione sentimentale ai tempi in cui ricopriva il ruolo di segretario generale dell'organismo europeo (tra il 2009 e il 2016). Pur precisando che la transazione economica fu effettuata "in linea con i regolamenti dell'epoca" (successivamente inaspriti), la rivelazione ha alimentato un clima di forte tensione attorno al numero uno del calcio mondiale, che ha respinto fermamente ogni addebito.
La controffensiva della FIFA e la difesa del mandato democratico
La replica da parte della FIFA non si è fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale, l'ente di Zurigo ha parlato di un "attacco orchestrato e continuativo" volto a delegittimare l'autorità di Infantino e a provocarne la rimozione al di fuori delle regolari procedure elettive. La FIFA ha respinto le accuse bollandole come illazioni prive di fondamento e notizie imprecise diffuse al solo scopo di indebolire l'istituzione. "I disaccordi sulle riforme non possono giustificare i tentativi di sovvertire il mandato democratico espresso dalle 211 federazioni membre", si legge nel comunicato della FIFA, a dimostrazione di un muro contro muro che si preannuncia ancora lungo e spietato.