Calcio azzurro alla svolta: rifiuta Ancelotti, si attende Guardiola. Pirlo e Mancini alla finestra
La FIGC guidata da Maldini e Leonardo è alla caccia del nuovo CT dell'Italia. Dopo il no di Ancelotti, si attende la risposta di Guardiola. Pirlo e Mancini restano in lista.

Roberto Mancini, candidato ct dell'Italia (Shutterstock)
La rifondazione del calcio italiano è pronta a partire, ma manca ancora il pezzo più importante del puzzle: la guida tecnica della Nazionale. Il nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò, affiancato dal neodirettore tecnico Paolo Maldini e dal suo consigliere Leonardo, sta lavorando a ritmi serrati per individuare la figura ideale a cui affidare il rilancio degli Azzurri. Un compito tutt'altro che semplice, che vede la dirigenza sondare i profili più prestigiosi del panorama internazionale per dare un segnale forte di cambiamento.
Il sogno Guardiola dopo il no di Carlo Ancelotti
Il grande obiettivo del tandem Maldini-Leonardo risponde al nome di Pep Guardiola. Dopo il blitz dei dirigenti a Barcellona per incontrare l'ex allenatore del Manchester City, la palla passa ora al tecnico catalano, chiamato a sciogliere le riserva nei prossimi giorni. La pista che portava a Carlo Ancelotti si è invece subito chiusa a causa del suo attuale vincolo con la nazionale brasiliana. "Avete individuato uno dei nostri obiettivi, ma abbiamo parlato anche con Ancelotti" — ha confermato Maldini all'uscita dall'assemblea della Lega Serie A —. "È fondamentale partire dai migliori per capirne la disponibilità". Per Guardiola non si tratterebbe di una scelta economica (vista la disponibilità a ridursi l'ingaggio percepito in Premier League), bensì di una decisione di vita, considerando il suo desiderio di stare vicino alla famiglia a Barcellona.
Le alternative interne: la suggestione Pirlo e il ritorno di Mancini
Qualora il sogno Guardiola dovesse tramontare, le opzioni sul tavolo della Federazione porterebbero a profili ben noti al calcio nostrano. Paolo Maldini apprezza particolarmente la figura di Andrea Pirlo, ritenuto la persona giusta per trasmettere freschezza e idee innovative al gruppo azzurro, sebbene all'interno della FIGC non manchi qualche perplessità sulle sue prime esperienze in panchina. Sullo sfondo resta viva anche la candidatura di Roberto Mancini, sostenuta da Malagò ma vista con freddezza da una parte dell'ambiente per via delle modalità del suo addio nel 2023.
Il pressing dei club per Conte e il nodo della scelta finale
Sullo sfondo rimane infine la figura di Antonio Conte, spinto a gran voce da diverse società di Serie A per le sue note doti di condottiero, anche se il suo profilo non sembra rappresentare la prima scelta nei piani di Maldini. La sensazione è che la diplomazia del calcio italiano si trovi di fronte a un bivio decisivo: la scelta del nuovo Commissario Tecnico definirà non soltanto l'assetto della squadra sul campo, ma l'intero indirizzo strategico e culturale del movimento azzurro per i prossimi anni.