Bale avvisa il Real Madrid su Mourinho: "Vi provocherà, usa i media per stimolare i giocatori"

Gareth Bale analizza il ritorno di José Mourinho sulla panchina del Real Madrid: tra gestione degli ego, critiche al calcio moderno e il nuovo boom dello sport femminile.

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Jose Mourinho (ShutterStock)

A 36 anni e felicemente lontano dai campi di gioco, Gareth Bale è tornato a parlare del calcio che conta in una lunga ed esclusiva intervista rilasciata a The Athletic a Manhattan, New York. Il gallese, che ha appeso gli scarpini al chiodo a 33 anni, ha voluto lanciare un avviso chiaro e diretto alle attuali stelle del Real Madrid in vista dell'approdo in panchina di José Mourinho, tecnico che Bale conosce bene per averlo avuto come allenatore ai tempi del Tottenham. "Mourinho cerca di conoscere a fondo ogni singolo calciatore per capire cosa lo motivi davvero", ha spiegato l'ex esterno. "A volte lo fa lanciando una frecciata mirata attraverso i media, altre volte semplicemente mettendoti una mano sulla spalla. Vi provocherà, ma solo per tirare fuori il meglio di voi. Ha già guidato il Real, conosce le dinamiche dell'ambiente e saprà creare il piano giusto".

Spogliatoio "caotico" e il confronto tra Mourinho e Ancelotti

Secondo il cinque volte vincitore della Champions League, l'arrivo dello Special One a Madrid è quanto mai necessario per riportare l'ordine in un ambiente che ha definito "un po' caotico" dopo le tensioni di fine stagione, culminate nella clamorosa rissa tra Aurélien Tchouaméni e Fede Valverde. Bale ha tracciato un parallelismo con l'ex tecnico dei Blancos, Carlo Ancelotti: "In un top club come il Real Madrid non serve tanto allenare, quanto saper gestire gli ego. Carlo in questo è un maestro, capisce la psicologia e sa come mantenere motivati anche i giocatori che non scendono in campo. Mourinho ha un metodo diverso, ma possiede la stessa identica esperienza. Ci si aspetta che riesca a stabilizzare il gruppo e a spingere tutti verso la medesima direzione".

La pressione di Madrid e il "paradiso" della MLS

Bale ha poi ricordato la netta differenza di mentalità e di pressioni vissuta nella sua parentesi europea rispetto agli ultimi mesi di carriera trascorsi negli Stati Uniti con i Los Angeles FC. "Nel Real Madrid, se perdi una partita, è letteralmente la fine del mondo", ha confessato il gallese. "In America non ci sono retrocessioni, non ci sono reali conseguenze in caso di sconfitta. Ricordo che dopo il primo match perso a Los Angeles mi aspettavo una pioggia di critiche e insulti dai media, invece non è successo nulla. Lì la sconfitta viene accettata, l'ambiente è più familiare e ci si rimette subito al lavoro senza drammi. Non mi manca affatto giocare, sapevo che il mio percorso avrebbe avuto una fine e mi sono preparato per tempo".

La critica al calcio moderno: "Sembra scacchi, non più basket"

L'intervista ha offerto a Bale anche lo spunto per analizzare l'evoluzione tattica del calcio negli ultimi cinque anni, esprimendo più di un dubbio sullo spettacolo offerto oggi agli appassionati. "I direttori tecnici sono diventati troppo protagonisti e il gioco è diventato estremamente tattico", ha sentenziato l'ex fuoriclasse. "Il calcio non è più una sfida totale fatta di ribaltamenti continui. Oggi assomiglia molto più a una partita a scacchi che a una partita di basket, e questo lo rende decisamente meno emozionante. Non si vedono quasi più i dribbling, probabilmente perché gli stessi allenatori vietano ai calciatori di farli. Per fortuna ci sono ancora elementi come Kylian Mbappé, Lamine Yamal e Vinícius Jr. che ti fanno saltare sulla sedia, ma sono eccezioni".

Il futuro di Bale: 500 milioni per lo sport femminile

Appesi gli scarpini al chiodo, il presente e il futuro di Gareth Bale sono legati alla finanza e agli investimenti. Il gallese sta collaborando attivamente con John Shulman di Juggernaut Capital Partners per dare vita a un fondo d'investimento sportivo da oltre 500 milioni di dollari, focalizzato sulla crescita del golf, dei settori giovanili e soprattutto del calcio femminile. "Stiamo entrando nell'era d'oro dello sport femminile, era ora", ha spiegato Shulman. Un concetto ribadito con forza dallo stesso Bale: "Quando ero un ragazzo in un'accademia di calcio, avevo a disposizione ogni opportunità. Nel settore femminile purtroppo non è ancora così. Vogliamo colmare questo divario, garantendo alle bambine le stesse identiche possibilità e strutture dei maschi sin dalla tenera età".