Azzurro Tenebra: da Pak Doo Ik alla Bosnia, i 10 fallimenti che hanno ferito l'Italia

La disfatta in Bosnia è solo l'ultimo capitolo di un romanzo tragico. Dalla Corea del '66 allo shock di Ventura, ripercorriamo i momenti più bui della Nazionale.

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L'ex ct azzurro Ventura (Shutterstock)

Il fallimento della Nazionale di Gattuso a Zenica non è un fulmine a ciel sereno, ma l'ultimo atto di una crisi profonda che tiene l'Italia lontana dal Mondiale dal lontano 2014. La storia azzurra, costellata di quattro stelle dorate, nasconde tra le pieghe del tempo alcune delle macchie più indelebili dello sport mondiale. È un "romanzo in dieci tappe" dove la gloria lascia il posto alla vergogna, partendo dalla madre di tutte le disfatte: quel 19 luglio 1966 a Middlesbrough, quando il gol del nordcoreano Pak Doo Ik (un insegnante di ginnastica, non un dentista come narra la leggenda) eliminò l'Italia di Fabbri tra il lancio di pomodori dei tifosi al rientro in patria.

Il baratro recente: dalla Svezia alla ferita di Oslo

Se il passato remoto evoca spettri in bianco e nero, come la prima eliminazione storica del 1958 a Belfast, la storia recente è un bollettino di guerra. Il 13 novembre 2017 resta la data dello shock collettivo: lo 0-0 di San Siro contro la Svezia che negò i Mondiali di Russia 2018, ponendo fine all'era Ventura tra le lacrime di Gigi Buffon. Un incubo replicatosi nel 2022 con la Macedonia del Nord, capace di battere i Campioni d'Europa in carica a Palermo. Tuttavia, la crepa definitiva verso il disastro attuale è stata la lezione di calcio subita a Oslo il 6 giugno 2025: uno 0-3 senza appello contro la Norvegia di Haaland che ha distrutto ogni certezza del gruppo allora guidato da Spalletti.

Campioni al tramonto e sicari col fischietto

Non sono mancati i crolli dei "grandi cicli". Nel 2010, l'Italia di Lippi arrivò in Sudafrica da Campione del Mondo per poi naufragare contro la Slovacchia, vittima di un gruppo logoro. Quattro anni dopo, in Brasile, fu il turno del fallimento contro Costa Rica e Uruguay. Ma il destino azzurro è stato segnato anche da figure grottesche come l'arbitro Byron Moreno, il "sicario" che nel 2002 favorì in ogni modo la Corea del Sud eliminando una delle nazionali italiane più forti di sempre. Dalla batosta contro la Svizzera a Euro 2024 fino alla tragica notte bosniaca, il filo conduttore resta lo stesso: un’Italia che, citando Spalletti, "non ha più giocatori forti" e vaga nel buio alla ricerca di una luce che manca ormai da troppi anni.