20/03/26, 17:33
Arsenal-Man City: la scacchiera di Wembley per la Carabao Cup
Scopri come l'Arsenal di Arteta può scardinare "El Nuevo Diamante" di Guardiola nella finale di Carabao Cup. Analisi tattica, duelli chiave e ballottaggi.

Mikel Arteta, oggi tecnico dell'Arsenal, e Pep Guardiola (Shutterstock)
La domenica di Wembley promette scintille: Arsenal e Manchester City si sfidano per la Carabao Cup, il primo trofeo stagionale. Con i Gunners avanti di nove punti in Premier League, Mikel Arteta ha l'occasione d'oro per infliggere un colpo psicologico decisivo al suo mentore Pep Guardiola. Tuttavia, la sfida si giocherà sui dettagli tattici, con il City pronto a schierare l'aggressivo sistema "El Nuevo Diamante", un 3-1-6 che punta a dominare le mezze zone ma che espone i campioni in carica a feroci contropiedi.
Il duello Eze-Rodri e il dilemma del centravanti
Il cuore del match sarà lo scontro tra il Pallone d’Oro Rodri e l'uomo del momento, Eberechi Eze. L'Arsenal ha cambiato pelle con l'inserimento dell'ex Palace, spostandolo a numero 10 puro per lasciare a Rice e Zubimendi il compito di diga. Se l'Arsenal riuscirà a isolare Rodri, Eze avrà praterie da sfruttare. Resta però il dubbio su chi guiderà l'attacco: Viktor Gyokeres è l'arma di potenza per scattare in profondità, mentre Kai Havertz è il maestro dei grandi palcoscenici, perfetto come "falso nove" per mandare fuori giri i centrali di Guardiola e liberare spazio per gli inserimenti di Saka e Martinelli.
Terzini bloccati e difesa a cinque
Un altro punto chiave sarà la gestione dei terzini. Arteta potrebbe decidere di non far accentrare Timber e Calafiori, preferendo una struttura 2-4-4 più larga per evitare il traffico centrale che ha frenato i Gunners in passato. In fase di non possesso, l'ala sinistra dovrà rientrare per formare una difesa a cinque, permettendo a Saka ed Eze di restare alti, pronti a colpire non appena il City perderà palla. È una strategia "attendi e scatta" che richiama i successi europei del Real Madrid contro i Citizens e che potrebbe regalare ad Arteta il primo sorriso stagionale a Wembley.