Allarme calore ai Mondiali 2026: gli scienziati avvertono la FIFA sui rischi per i giocatori

Un gruppo di scienziati internazionali definisce "inadeguate" le misure di sicurezza della FIFA contro il caldo estremo per il Mondiale 2026. Richiesti protocolli più severi.

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Caldo torrido, giocatori in pericolo (Shutterstock)

Un gruppo di venti esperti mondiali in salute, clima e prestazioni sportive ha lanciato un duro monito alla FIFA attraverso una lettera aperta. Secondo gli scienziati, le attuali linee guida per la gestione del calore durante la Coppa del Mondo 2026 sono "impossibili da giustificare" e mettono a serio rischio l'incolumità degli atleti. Con temperature che in alcune sedi tra Stati Uniti e Messico potrebbero sfiorare i 40°C, i ricercatori segnalano che ben 14 stadi su 16 potrebbero presentare condizioni climatiche pericolose. Il rischio di stress termico è quasi raddoppiato rispetto all'edizione statunitense del 1994 a causa del cambiamento climatico.

Le critiche alle misure attuali

Sebbene la FIFA abbia già introdotto "cooling break" obbligatori di tre minuti per tempo e panchine climatizzate, gli esperti ritengono che queste precauzioni siano insufficienti. Il Professor Douglas Casa dell'Università del Connecticut sostiene che le pause per l'idratazione dovrebbero durare almeno cinque o sei minuti per essere realmente efficaci. La preoccupazione principale riguarda il parametro WBGT (Wet Bulb Globe Temperature), che misura l'effetto combinato di calore e umidità: gli scienziati chiedono che le partite vengano rinviate o posticipate qualora questo indice superi i 28°C, una soglia oltre la quale l'attività agonistica d'élite diventa critica.

La replica della FIFA e la gestione del calendario

In risposta alle critiche, la FIFA ha dichiarato di essere pienamente impegnata nella protezione di giocatori, arbitri e tifosi, sottolineando l'adozione di un modello di mitigazione del calore "a livelli", basato su dati meteorologici in tempo reale. L'organizzazione ha spiegato che il calendario delle partite è stato studiato appositamente per limitare i match nelle ore più calde e che le sfide nei territori più torridi sono state prioritarie per gli stadi dotati di coperture. Nonostante ciò, la pressione della comunità scientifica e del sindacato calciatori Fifpro rimane alta, con la richiesta di protocolli più trasparenti per la sospensione dei match in caso di condizioni meteo estreme.