Mondiali 2026, Yakin confessa di aver usato il 'cooling break': "Ho aspettato la pausa apposta"
Bufera ai Mondiali 2026: il Ct della Svizzera Murat Yakin ammette di aver sfruttato la pausa forzata per effettuare i cambi e togliere tempo di reazione alla Bosnia.

Murat Yakin, ct della Svizzera (ShutterStock)
La decisione della FIFA di introdurre le pause rinfrescanti sistematiche durante i Mondiali 2026 continua a far discutere, ma questa volta non per ragioni prettamente legate al meteo o agli spot televisivi. Al termine della sfida vinta dalla Svizzera contro la Bosnia ed Erzegovina, il commissario tecnico elvetico Murat Yakin ha ammesso apertamente di aver pianificato e sfruttato la seconda pausa di idratazione del match come una vera e propria strategia a tavolino per mandare in crisi la retroguardia avversaria, capitalizzando al massimo un momento nato per scopi esclusivamente medici.
Quattro gol in sedici metri: la mossa che ha spiazzato la Bosnia
Il piano strategico di Yakin ha dato i suoi frutti in modo a dir poco dirompente. La Svizzera, che fino a quel momento aveva faticato, ha realizzato ben quattro reti negli ultimi 16 minuti di gioco, tutte arrivate subito dopo il secondo stop forzato del secondo tempo. "Per me era fondamentale cambiare le cose esattamente durante quella pausa", ha confessato il Ct svizzero. "Sapevo che effettuando le sostituzioni in quel preciso istante l'avversario non avrebbe avuto il tempo materiale di reagire e riorganizzarsi sul campo. Abbiamo inserito giocatori molto veloci quando loro non potevano più correre, e si sono aperti spazi enormi. Ho aspettato la pausa apposta".
L'impatto dei subentrati: Manzambi e Vargas spaccano la partita
A beneficiare della mossa strategica della panchina sono stati soprattutto i neoentrati Johan Manzambi e Ruben Vargas, quest'ultimo autore di un gol e di un assist. Manzambi, eroe di giornata con una doppietta fulminea, ha espresso tutta la sua gioia a fine partita: "Questo è probabilmente il momento più alto della mia carriera. Sapevamo di non aver iniziato il match nel migliore dei modi, ma dovevamo avere pazienza. Siamo un'ottima squadra e lo abbiamo ampiamente dimostrato". Grazie a questo rotondo 4-1, la Svizzera riscatta il deludente pareggio per 1-1 del debutto contro il Qatar e si lancia prepotentemente verso la qualificazione agli ottavi di finale.
La protesta dei tifosi e lo spettro degli sport americani
Mentre gli allenatori studiano nuove scorciatoie regolamentari, il malcontento sugli spalti cresce visibilmente. All'interno degli stadi americani sono iniziati a piovere fischi scroscianti ogni volta che l'arbitro comanda il cooling break. La percezione del pubblico è che queste interruzioni abbiano di fatto spezzato le partite in quattro quarti anziché nei classici due tempi, allineando il calcio alla struttura commerciale tipica degli sport statunitensi, con l'unico vero obiettivo di pompare i ricavi derivanti dalle pubblicità televisive durante i break.
L'allarme di Gary Neville: "La FIFA intervenga, usano persino i monitor"
Il dilagare di questa tendenza ha spinto diversi opinionisti illustri a chiedere un cambio di rotta immediato. L'ex bandiera del Manchester United e della nazionale inglese, Gary Neville, ha lanciato un duro monito, chiedendo alla federazione internazionale un intervento restrittivo: "Credo che la FIFA debba muoversi in fretta. Se deve essere una pausa per bere, che lo sia e basta. Bisogna obbligare gli allenatori a restare sulle proprie panchine, vietando l'uso delle lavagne tattiche. In una partita ho visto uno staff tecnico utilizzare persino uno schermo portatile per mostrare uno schema su palla inattiva ai giocatori mentre bevevano. Tutto questo va regolamentato".