Mondiali 2026, Van Dijk critica i "cooling break": "Troppa pubblicità, si valuti partita per partita"

Il capitano dell'Olanda Virgil Van Dijk si schiera contro la generalizzazione delle pause rinfrescanti ai Mondiali 2026: "Giuste solo col caldo, non per gli spot".

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Virgil van Dijk (ShutterStock)

La decisione della FIFA di rendere sistematici i cooling break (le pause rinfrescanti) durante i Mondiali 2026 continua a sollevare forti perplessità tra i protagonisti del torneo. Dopo i pareri decisamente freddi espressi da allenatori del calibro di Didier Deschamps e Mauricio Pochettino, anche il capitano dell'Olanda, Virgil Van Dijk, ha espresso apertamente il proprio scetticismo. Intervenuto ai microfoni di BBC Sport, il difensore degli Oranje ha sollevato una questione che sta a cuore anche a chi segue le partite da casa: l'impatto sul ritmo del gioco e sulla fruizione televisiva. "Per gli spettatori neutrali non è affatto piacevole essere interrotti nel pieno dell'azione da diversi minuti di pubblicità", ha sottolineato il centrale del Liverpool, evidenziando come queste pause vengano ormai sfruttate dai broadcaster per trasmettere spot commerciali a ripetizione.

L'appello alla FIFA: serve flessibilità e un'analisi individuale

Van Dijk ha voluto comunque sfumare la sua posizione, riconoscendo l'indubbia utilità medica della reidratazione quando si gioca in condizioni climatiche estreme. Tuttavia, il difensore ha preso come esempio il debutto della sua Olanda contro il Giappone (finito 2-2), andato in scena all'AT&T Stadium di Dallas: un impianto moderno dotato di tetto retrattile che ha permesso di regolare perfettamente la temperatura interna, rendendo di fatto inutile l'interruzione. "Se fa davvero caldo, è sacrosanto fermarsi per tutelare la salute", ha concluso il leader olandese, lanciando un chiaro messaggio ai vertici del calcio mondiale: "A mio avviso, la generalizzazione è un errore. Bisognerebbe analizzare e valutare la situazione di ogni singola partita prima di imporre lo stop".