Mondiali 2026, tempesta su Rudi Garcia: accusato di razzismo dopo Belgio-Senegal

Scoppia il caso ai Mondiali 2026: le dichiarazioni di Rudi Garcia dopo la vittoria del Belgio sul Senegal scatenano accuse di razzismo e stereotipi.

Immagine notizia

Rudi Garcia, ct del Belgio (ShutterStock)

Il Belgio si qualifica agli ottavi di finale dei Mondiali 2026 al termine di un match folle, ma la festa dei Diables Rouges è stata immediatamente oscurata da una pesante polemica extra-campo. Sotto nel punteggio fino all'86° minuto contro un coraggioso Senegal, la nazionale guidata da Rudi Garcia ha ribaltato lo svantaggio (3-2) in un finale drammatico. I gol di Romelu Lukaku e Youri Tielemans hanno rimesso in carreggiata i belgi, prima del definitivo gol vittoria arrivato nei tempi supplementari grazie a un calcio di rigore trasformato dal capitano. Una gioia immensa che si è però trasformata in un caso diplomatico nel giro di pochissimi minuti, a causa delle dichiarazioni rilasciate dal commissario tecnico francese nel post-partita.

La frase della discordia e la difesa di Garcia

Ai microfoni della televisione belga RTBF, Rudi Garcia ha analizzato il crollo degli avversari con parole che hanno subito sollevato un polverone: "Conosciamo queste squadre qui, perdono la loro struttura tattica verso la fine della partita. Sapevamo anche che sul 2-0 avrebbero fatto di tutto per proteggere la loro porta, il che a mio avviso è un grave errore". L'espressione generalizzante "queste squadre qui", interpretata da molti come un riferimento stereotipato e condiscendente nei confronti delle selezioni africane, ha scatenato immediate accuse di razzismo e di pregiudizio culturale sui social e sui media internazionali. Davanti alla bufera mediatica, l'allenatore francese è stato costretto a intervenire e a difendersi fermamente durante la successiva conferenza stampa, respingendo ogni accusa di discriminazione.