Mondiali 2026, Scaloni blinda l'Argentina prima della Svizzera: "Nessun favoritismo, il Var non mente"
Lionel Scaloni presenta il quarto di finale dei Mondiali tra Argentina e Svizzera. Il ct risponde alle polemiche sugli arbitraggi, analizza gli avversari e parla dei rigori di Messi.

Lionel Scaloni (Shutterstock)
La vigilia del quarto di finale dei Mondiali tra Argentina e Svizzera, in programma a Kansas City, si accende non solo per le questioni di campo ma anche per le polemiche esterne. Il commissario tecnico dell'Albiceleste, Lionel Scaloni, ha risposto con fermezza alle voci secondo cui la sua nazionale godrebbe di una sorta di occhio di riguardo da parte della classe arbitrale. "Le critiche ci sono sempre, non riguardano solo noi" — ha tagliato corto l'allenatore in conferenza stampa — "Sul fondo della questione, posso dire che oggi non esiste alcun favoritismo: con la presenza del Var mi sembra un'ipotesi decisamente difficile da sostenere. Possiamo semmai usare queste chiacchiere per motivare i ragazzi, mostrando loro che c'è chi non vuole veder vincere l'Argentina".
Tra conferme tattiche e il rispetto per gli elvetici
Dal punto di vista della formazione, Scaloni ha preferito non svelare le sue carte, pur lasciando intendere che l'undici titolare non si discosterà molto da quello visto nell'infuocato match precedente contro l'Egitto. "Quello che ho visto in quella partita mi è piaciuto" — ha spiegato, respingendo le critiche sul possesso palla — "In Qatar battemmo la Croazia 3-0 in semifinale e loro non ebbero il pallone più di quanto lo abbia avuto l'Egitto l'altro giorno". Massima allerta, invece, per la Svizzera, reduce dall'aver estromesso la Colombia: "Non esiste un avversario uguale all'altro. Loro sono un'ottima squadra, hanno una grande tradizione nei Mondiali, sono forti fisicamente e pieni di elementi d'esperienza. Li rispettiamo molto".
Il dualismo Lautaro-Alvarez e il tabù dei rigori di Messi
Un altro tema caldo ha riguardato la gestione del reparto offensivo, dove Lautaro Martinez e Julian Alvarez continuano a contendersi una maglia, pur avendo dimostrato di poter coesistere. "Non ho nulla da rimproverare a entrambi, fanno più di quanto richiesto, soprattutto nel lavoro senza palla" — ha dichiarato il ct — "Spesso quando entra uno esce l'altro, ma l'opzione di schierarli insieme resta un'idea concreta che tengo ben stampata nella mia testa". Meno diplomatico, invece, il commento sull'errore dal dischetto di Lionel Messi e sulla leadership dei tiri dagli undici metri: "Se potremmo cambiare tiratore? Abbiamo altri giocatori pronti a calciare i rigori, non c'è solamente lui".
Emozioni e passioni: il ricordo della Copa America
La sfida coincide inoltre con il quinto anniversario della storica vittoria della Copa America conquistata al Maracanà nel 2021, un successo che ha cambiato la storia recente di questa nazionale. "Non ricordavo che fossero passati già cinque anni. Un titolo non è tutto, ci sono stati tanti geni del calcio che non hanno mai vinto un grande trofeo, ma quella finale ha dato un impulso incredibile a questa generazione. Stavamo vivendo il Covid, alcuni giocatori erano diventati padri durante il ritiro, fu un concentrato pazzesco di emozioni". Ed è proprio l'emozione il fulcro del calcio di Scaloni: "Una nazionale è pura passione. Vorrei che questa squadra venisse ricordata come un gruppo che non si arrende mai, capace di giocare con la stessa gioia di quando si aveva sette anni nel campetto sotto casa".