Mondiali 2026, Ronaldo e la crisi dei numeri 9 brasiliani: "Dobbiamo tornare a formare attaccanti d'area"
In un'intervista all'Equipe, la leggenda Ronaldo analizza la carenza di grandi bomber nel Brasile e commenta le reali chance della Seleção ai Mondiali 2026.

Ronaldo, il Fenomeno (Shutterstock)
Il Brasile resta indubbiamente una delle grandi potenze del calcio mondiale, ma secondo una leggenda assoluta come Ronaldo "Il Fenomeno", la squadra ha perso lo status di favorita assoluta. Sono passati ormai ventiquattro anni dall'ultimo trionfo della Seleção in Coppa del Mondo, arrivato nel 2002 contro l'Germania proprio grazie a una doppietta di "R9". In un'intervista esclusiva rilasciata al quotidiano francese L'Équipe, l'ex attaccante ha sottolineato come questo lungo digiuno di trofei coincida visibilmente con la mancanza di un vero e proprio grande bomber d'area di rigore, una figura storica che nel corso degli anni ha visto interpreti magistrali del calibro di Romario prima e di Adriano poi.
L'evoluzione del calcio moderno e la carenza di "macchine da gol"
Secondo l'analisi di Ronaldo, i compiti richiesti ai centravanti nel calcio odierno hanno snaturato le caratteristiche dei finalizzatori puri. Ai bomber moderni viene chiesto un lavoro enorme anche in fase di non possesso palla, un fattore che finisce per trasformare radicalmente il profilo individuale di quelle "macchine da gol" che si vedevano un tempo. A questo si aggiunge una pressione mediatica e psicologica eccessiva che grava sulle spalle dei giovani calciatori. Di fronte a questo scenario, l'ex fuoriclasse di Inter e Real Madrid ha lanciato un monito chiaro per il futuro del suo Paese: "Devo riconoscere la necessità, per noi in Brasile, di ricominciare a formare e a sostenere attaccanti che siano davvero efficaci sotto porta".
Il fattore Matheus Cunha e la pressione della storia
Nonostante le critiche strutturali al sistema, nel Mondiale 2026 attualmente in corso il Brasile si sta aggrappando all'ottimo rendimento del suo attuale terminale offensivo, Matheus Cunha, autore di tre reti in altrettante partite della fase a gironi. La nazionale verdeoro ha chiuso al primo posto il gruppo C e si appresta ad affrontare il Giappone nei sedicesimi di finale. Tuttavia, Ronaldo invita alla calma e spiega perché il Brasile fatichi a essere considerato il candidato numero uno alla vittoria: "Considerando la nostra storia di eterni favoriti e il ruolo profondo del calcio nella nostra cultura, le aspettative sono sempre altissime. Essere la nazionale più titolata della storia con cinque titoli mette una pressione enorme sulle nuove generazioni".
Le rivali per il titolo: i pericoli principali secondo R9
Pur mantenendo viva la fiducia nelle possibilità della selezione guidata da Cunha, il Fenomeno ha voluto fare una panoramica sulle nazionali che, a suo avviso, stanno mostrando il gioco migliore e rappresentano i veri ostacoli verso la conquista della sesta stella. Tra le favorite principali per la vittoria finale del Mondiale, Ronaldo ha inserito i campioni in carica dell'Argentina, la Francia e la Spagna, definendole squadre molto competitive e capaci di esprimere un ottimo calcio. Senza dimenticare, infine, la Germania, una nazionale che la leggenda brasiliana considera storicamente e tradizionalmente sempre pericolosa in queste competizioni.