Mondiali 2026, Platini: "La Francia è favorita. Format? Un'idea mia!"

Michel Platini, dopo aver detto la sua sul Mondiale in atto, ha rivendicato l'idea del formato a 48 squadre

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Platini (Shutterstock)

Questo Mondiale era diventato storico ancor prima di iniziare. Non solo perché si svolge in tre Paesi differenti, ma soprattutto perché vede 48 squadre impegnate nel torneo, 12 gironi e 104 partite in programma, tra cui anche i sedicesimi di finale. Un'edizione rivoluzionaria che ha cambiato la concezione di Mondiale e che ha diviso anche il dibattito sull'utilità di aumentare il numero dei match in calendario. Questa novità, però, ha un'origine decisamente datata. Uno dei primi a proporla, infatti, era stato Michel Platini, che aveva pensato a una Coppa del Mondo più ampia, seppur riducendo le formazioni per ogni girone e, di conseguenza, aumentandone il numero.

Platini sul Mondiale...

Proprio Michel Platini, ospite della 21esima edizione della 'Fondazione Vialli e Mauro golf cup', in programma oggi a Fiano, nel Torinese, per raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro e sulla Sla, si è espresso in merito al Mondiale in Stati Uniti, Messico e Canada e al suo nuovo format: "Secondo me la Francia è favorita. Se metti tutte le squadre al 100% la Francia può vincere il mondiale. Se questo non dovesse succedere punterei sul Portogallo. Del Mondiale ho visto fin qui pochissimo, lo farò dai sedicesimi in avanti, adesso è troppo presto. Però mi è piaciuta molto la presentazione dei giocatori, quello sì".

... e sul format

Sul format Platini ha aggiunto: "Avevo anche io intenzione di fare qualcosa sul numero delle squadre. Non puoi fare una competizione con 17 squadre europee e solo quattro africane. Quello poteva andare bene tanti anni fa. Ora ci sono tante squadre africane a livello di quelle europee. Politicamente qualcosa andava fatto. Ormai il calcio è sviluppato ovunque. Poi non so se la ricetta giusta è aumentare a 40 o 48 oppure ridurre il numero delle europee che partecipano. È un po' complicato ma non è più possibile non aprirsi al mondo".