Mondiali 2026, odissea Nazon: dalle bombe in Iran al sogno contro la "sua" Scozia
L’incredibile storia di Duckens Nazon: la fuga disperata dalla guerra in Iran grazie a una eSIM e la storica sfida Mondiale di Haiti contro la Scozia.

Pallone con la bandiera di Haiti (ShutterStock)
Le ultime settimane sono state un autentico vortice di emozioni per Duckens Nazon. Il trentaduenne attaccante ha toccato il cielo con un dito trascinando Haiti a una storica qualificazione ai Mondiali 2026, i primi per la selezione caraibica dal lontano 1974. Subito dopo, però, ha vissuto i giorni più spaventosi della sua vita. Nazon si è ritrovato intrappolato in Iran, dove gioca a livello di club per l'Esteghlal, proprio nel momento in cui sono scoppiati i violenti raid aerei nell'area. Una situazione drammatica che ha rischiato di compromettere non solo la sua partecipazione alla Coppa del Mondo, ma la sua stessa incolumità.
Fuga dall'inferno: "Ho visto cadere le bombe a cento metri da me"
Nazon ha raccontato i dettagli della sua "folle" evacuazione nel podcast della BBC Sacked in the Morning. Il giocatore si trovava già a bordo dell'aereo che avrebbe dovuto riportarlo in Europa quando gli assistenti di volo hanno ordinato a tutti i passeggeri di scendere immediatamente a causa dell'inizio dei bombardamenti. Bloccato a terra, l'attaccante ha dovuto intraprendere un rischioso viaggio via terra verso l'Azerbaigian, vedendo esplodere ordigni ad appena cento metri di distanza. Fortunatamente, la moglie e i quattro figli si trovavano già al sicuro in Francia. "Se sei da solo sei più rilassato, prendere decisioni è più facile e veloce", ha ammesso il calciatore, sollevato dal fatto che la famiglia non fosse con lui in quei momenti di puro terrore.
Salvato da una eSIM: il miracolo al confine azero
Il momento decisivo della fuga è avvenuto alla frontiera con l'Azerbaigian, dove Nazon è rimasto bloccato per circa 48 ore dopo essere stato inizialmente respinto dalle guardie di confine. A salvargli la vita, a suo dire, è stato un dettaglio tecnologico. "Prima che scoppiasse il conflitto avevo acquistato una eSIM", ha svelato il bomber. "Poco dopo le autorità hanno tagliato internet in tutto l'Iran. Quando ho raggiunto il confine ho pregato che ci fosse un minimo di segnale e il telefono ha preso. Grazie a quello sono riuscito a contattare l'ambasciata francese, che ha dialogato con le forze azere e mi ha permesso di superare il controllo".
I ricordi della Scozia: il meteo folle e la sfida sul campo
Superata l'odissea e con il campionato iraniano sospeso, Nazon si è preparato per il Mondiale seguendo un programma atletico individuale. Ironia della sorte, l'esordio di Haiti nel Gruppo del Mondiale (che comprende anche Brasile e Marocco) avverrà proprio contro la Scozia, un Paese che Nazon conosce bene. Nel 2019, infatti, l'attaccante ha vissuto una parentesi di sei mesi in prestito al St Mirren. Un'esperienza memorabile ma complicata: "Non ero pronto a quel tipo di aggressività e fisicità del calcio scozzese, per non parlare del meteo. Ricordo una partita in cui ci furono sole, neve e pioggia contemporaneamente. Lì ho capito che poteva bastare".
Ambasciatori di un popolo e l'appello per i biglietti cari
Nonostante le avversità, l'eroe di Haiti — miglior marcatore all-time della sua nazionale con 44 gol in 78 presenze — assicura che la squadra giocherà senza pressioni, ma con l'orgoglio di essere ambasciatori di un intero popolo. L'unico vero timore di Nazon per questa rassegna iridata riguarda i prezzi dei biglietti per gli stadi americani, giudicati eccessivamente alti. "Spero sinceramente che i costi non tengano lontani i tifosi", ha concluso il bomber, che nel torneo ritroverà da avversario il difensore scozzese Dom Hyam, suo ex compagno ai tempi del Coventry. "Vogliamo vedere l'energia e il calore della gente scozzese e haitiana sugli spalti, l'atmosfera sarà fondamentale".