Mondiali 2026, Messi tra record e commozione: “Sono stati giorni difficili. Mi identifico in Nadal”
Tripletta all’esordio ai Mondiali 2026 e lacrime dopo il primo gol: le parole di Messi

Ancora una volta Leo Messi conferma il dominio sulla scena mondiale. Il campione argentino ribadisce, se mai ce ne fosse bisogno, di essere un punto di riferimento unico nel calcio contemporaneo. Ai Mondiali 2026 si presenta in modo travolgente, segnando la prima tripletta del torneo e diventando il giocatore più anziano a realizzarne una in Coppa del Mondo (38 anni, 11 mesi e 23 giorni). Un debutto decisivo che regala la vittoria all’Argentina contro l’Algeria, arrivata dopo giorni di incertezza legati alla sua condizione fisica. Proprio al termine del primo gol, Messi si emoziona fino alle lacrime: «La verità è che, per una questione che con lo sport non c’entra niente, ho passato dei giorni difficili, complicati. Però voglio ringraziare tutta la delegazione, tutti i miei compagni perché mi sono stati sempre accanto, dandomi molta forza per farmi stare bene».
A suon di record
La carriera di Messi continua a essere una sequenza di primati. Oltre alla storica tripletta che lo rende il più anziano a riuscirci in un Mondiale, nella sua 200ª presenza con l’Argentinaraggiunge anche Klose in cima alla classifica dei migliori marcatori di sempre nella competizione. Lui però invita a relativizzare i numeri: «È un onore stare lì per quello che significa. Però per me sono statistiche: in quella classifica ci sono anche Ronaldo e Mbappé, che di gol nella sua prima partita ne ha segnati due. Sono statistiche per me, ovviamente è un lusso poter competere con loro ma sono solo statistiche. Ronaldo per me è stato il più grande goleador e non è primo. È una statistica».
Ispirazione Nadal
Oltre ai record e alle prestazioni, emerge anche il lato più umano di Messi, che racconta un momento personale positivo dopo una fase complessa: «Come dico sempre, tutto quello che sto vivendo ora è fantastico. Ho avuto la fortuna di realizzare tutti i miei sogni e l’ho fatto a livello di gruppo, che mi ha portato a un livello più alto di quello che avrei potuto ottenere a livello individuale. Oggi sto approfittando di questo, di un gruppo fantastico che mi fa sentire bene. E per fortuna posso divertirmi sul campo come ho sempre amato». Nel dopogara arriva anche una riflessione più personale, in cui emerge un modello di ispirazione preciso, quello di Rafa Nadal. «Onestamente, tutto quello che ho vissuto è molto più di quanto avrei mai potuto immaginare da bambino. A me piace competere, dare il massimo: se potrò continuare a farlo e starò bene, continuerò a farlo. Il calcio mi piace, è la passione che ho da quando sono bambino e quando mi sento bene do il massimo. In questi giorni stiamo guardando la serie su Rafa Nadal e mi identifico molto in lui: credo che in questo siamo simili».