Mondiali 2026, l'effetto sul calcio americano: la MLS punta al salto di qualità globale

Il Mondiale 2026 può accelerare la crescita della MLS: Don Garber spiega gli obiettivi della lega americana tra nuovi investimenti, grandi campioni e la sfida alle principali competizioni sportive USA.

Immagine notizia

Leo Messi e Luis Suarez - Shutterstock

Il Mondiale 2026 rappresenta una vetrina senza precedenti per il calcio negli Stati Uniti e potrebbe diventare il vero trampolino di lancio per la Major League Soccer. La competizione, organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico, non sta soltanto modificando gli equilibri del panorama internazionale, ma sta offrendo alla MLS un'opportunità unica per consolidare un percorso di crescita iniziato ormai da diversi anni. Tra investimenti, nuovi tifosi e l'ambizione di attirare sempre più stelle internazionali, il calcio americano guarda al futuro con l'obiettivo di avvicinarsi alle grandi leghe sportive del Paese.

Garber: "Il Mondiale sarà un acceleratore per la MLS, ma la crescita era già iniziata"

L'impatto economico del Mondiale 2026 sarà enorme: secondo le stime di FIFA e OMC, il torneo contribuirà alla generazione di circa 17,2 miliardi di dollari di PIL negli Stati Uniti e alla creazione di 185mila posti di lavoro. Un effetto che coinvolgerà anche la MLS, pronta a sfruttare la visibilità internazionale della competizione per ampliare il proprio pubblico e aumentare il proprio valore sul mercato globale.

Il commissario della lega, Don Garber, però, preferisce ridimensionare l'idea che il Mondiale sia l'unico motore della crescita del calcio americano. "Non credo che gli investimenti siano arrivati solamente grazie alla Coppa del Mondo. È un'opportunità straordinaria per coinvolgere nuovi tifosi, ma la MLS sarebbe cresciuta comunque e continuerà a farlo anche dopo il torneo", ha spiegato. La lega ha infatti intrapreso da tempo un percorso basato sullo sviluppo delle infrastrutture, sulla costruzione di nuovi centri sportivi e sul miglioramento del settore giovanile. Oggi la MLS può contare su 30 franchigie distribuite nei principali mercati di Stati Uniti e Canada e sta aumentando il proprio fascino anche per calciatori ancora nel pieno della carriera.

Da Griezmann e Lewandowski ai grandi obiettivi: la MLS vuole competere con NFL, NBA e MLB

Il crescente interesse internazionale verso il campionato americano è evidente anche dal numero di grandi nomi accostati alla MLS. Dopo aver attirato negli anni diversi campioni a fine carriera, la lega punta ora a diventare una destinazione credibile anche per giocatori ancora protagonisti ai massimi livelli europei. Antoine Griezmann e Robert Lewandowski sono tra i profili che hanno alimentato le voci sul futuro del calcio statunitense, mentre anche stelle come Mohamed Salah, Casemiro e Leon Goretzka sono state associate ai club americani.

La prossima sfida per la MLS sarà trasformare l'entusiasmo legato al Mondiale in una crescita stabile e duratura. Con una media superiore ai 22mila spettatori per partita, il campionato dispone già di una base importante, ma l'obiettivo dichiarato è ridurre il divario con le grandi leghe sportive statunitensi come NFL, NBA, NHL e MLB. Per farlo, la dirigenza sta valutando possibili modifiche regolamentari e maggiore flessibilità nella gestione delle rose, così da aumentare competitività e attrattiva internazionale.

"Vogliamo più rispetto, più energia a livello globale e creare sempre più valore per tutto l'ecosistema della MLS", ha ribadito Garber. Il Mondiale 2026 potrebbe quindi rappresentare non soltanto una grande occasione di promozione, ma il momento decisivo per consacrare definitivamente il calcio americano sulla scena mondiale.