Mondiali 2026, gli Stati Uniti guardano già al futuro: l'idea di candidarsi per ospitare l'edizione del 2038

Mentre co-ospitano l'edizione 2026, gli Stati Uniti pensano già alla Coppa del Mondo del 2038, un torneo che potrebbe allargarsi a ben 64 squadre.

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Il politico statunitense Andrew Giuliani (ShutterStock)

Mentre i Mondiali del 2026 – co-organizzati insieme a Canada e Messico – sono nel pieno del loro svolgimento, gli Stati Uniti stanno già guardando molto oltre. L'idea di riportare la rassegna iridata sul proprio territorio è tutt'altro che remota, tanto che i vertici americani pensano già a una possibile candidatura per l'edizione del 2038. Ad accendere l'entusiasmo è stato Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca per l'attuale Coppa del Mondo, il quale ha apertamente dichiarato che il Paese possiede tutte le strutture e le capacità necessarie per gestire un evento di tale portata, ponendo le basi per un clamoroso ritorno del torneo negli USA a dodici anni di distanza.

La sfida del possibile allargamento a 64 squadre

Il Mondiale del 2026 rappresenta la storica prima edizione a 48 squadre, ma la FIFA sta già valutando un ulteriore allargamento a ben 64 nazioni partecipanti per il futuro. Una prospettiva mastodontica che non spaventa affatto i dirigenti d'oltreoceano. "Penso che gli Stati Uniti siano assolutamente in grado di gestire tutto questo", ha ribadito con fermezza Giuliani. Non si tratta ancora di una candidatura ufficiale, poiché l'obiettivo principale resta quello di portare a termine in modo impeccabile il torneo in corso, che si concluderà con la finalissima del 19 luglio. Solo allora gli USA formalizzeranno il proprio piano per il 2038, un'edizione che si preannuncia molto contesa e per la quale si vocifera anche un forte incoraggiamento a una discesa in campo della Francia.