Mondiali 2026, De la Fuente suona la carica prima della Francia: "Il grande giorno di Lamine Yamal deve ancora arrivare"
Il ct della Spagna Luis de la Fuente lancia la sfida alla Francia alla vigilia della semifinale dei Mondiali 2026: fiducia in Lamine Yamal e zero calcoli sui favoriti.

Luis de la Fuente, commissario tecnico della Spagna semifinalista (Shutterstock)
Nella sala stampa dell'AT&T Stadium di Dallas, Luis de la Fuente ha tracciato la rotta per la sua Spagna alla vigilia della cruciale semifinale dei Mondiali 2026 contro la Francia. Il commissario tecnico delle Furie Rosse ha voluto dedicare un pensiero speciale a Lamine Yamal, la stella diciannovenne del gruppo: "Deve solo stare tranquillo e godersi il momento, senza alcuna ansia. Il suo grande giorno in questo Mondiale deve ancora arrivare, spero che sia domani o, se riusciremo a passare il turno, direttamente in finale". De la Fuente ha poi preso le difese di Kylian Mbappé, finito nel mirino della critica transalpina: "La critica è libera, ma per me resta un calciatore geniale. Sono un ammiratore dei grandi campioni e lui lo è senza dubbio".
Strategia e identità: come arginare la Francia
Il ct spagnolo rifiuta categoricamente l'etichetta di favorita che molti addetti ai lavori stanno cucendo addosso alla sua squadra. "Le lodi non significano nulla in partite del genere, ci troviamo di fronte a due nazionali straordinarie", ha spiegato l'allenatore. Analizzando il piano partita, De la Fuente ha evidenziato la crescita dei rivali rispetto all'ultimo Europeo, definendoli un blocco ancora più solido e competitivo. Sul piano tattico, il tecnico non ha escluso novità, lasciando aperta la possibilità di vedere Pedri e Fabián Ruiz contemporaneamente in campo dal primo minuto: "Ognuno ha le proprie virtù e ci offrono ciò di cui abbiamo bisogno. Se avrò questo dubbio, li metterò dentro entrambi".
Filosofia, sofferenza e romanticismo secondo il ct
Dietro lo straordinario cammino della Spagna c'è una visione della vita e dello sport ben precisa, che De la Fuente riassume citando la storia antica e la musica leggera: "Julio César diceva che non esiste un grande traguardo senza sofferenza, e io sottoscrivo questa frase. Se vuoi ottenere qualcosa di memorabile nel calcio, devi essere pronto a soffrire molto lungo il cammino". Tra una battuta sul suo lato più romantico - "Mi piace ascoltare Julio Iglesias e dico sempre ai ragazzi di godersi il presente perché siamo dei privilegiati" - e una riflessione sull'incredibile profondità della sua rosa, il tecnico si è detto estremamente sereno per le scelte di formazione: "Ho la fortuna di avere 26 giocatori che potrebbero fare tutti i titolari. Chiunque io scelga, non mi sbaglierò".
Una dedica speciale oltre il rettangolo di gioco
La conferenza pre-partita ha regalato anche un momento di profonda commozione quando è stato toccato il lato più intimo e personale del commissario tecnico. De la Fuente ha confessato di sentire una forte spinta emotiva legata ai propri affetti più cari: "Mi ricordo tutti i giorni dei miei genitori e di mio fratello Óscar, scomparso tre anni fa". Il ct ha infine concluso con un pensiero sulla sua profonda spiritualità e sul modo in cui vive l'attesa di una partita così decisiva: "Sì, prego tutti i giorni. Ma non lo faccio mai per chiedere la vittoria, perché sarebbe ingiusto nei confronti dei nostri avversari. A Dio chiedo soltanto la salute".