Mondiali 2026, Courtois spaventa il Belgio: "Fisicamente non so se posso continuare altri quattro anni"

Alla vigilia del quarto di finale dei Mondiali 2026 contro la Spagna, Thibaut Courtois riflette sul suo futuro in nazionale: "Difficile reggere questi ritmi".

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Thibaut Courtois, portiere del Belgio (ShutterStock)

Il cammino del Belgio verso il quarto di finale dei Mondiali 2026 contro la Spagna è stato disturbato da imprevisti logistici a Los Angeles. Constatate le pessime condizioni del terreno di gioco inizialmente assegnato per gli allenamenti, la federazione belga ha ottenuto dalla FIFA il trasferimento delle sedute nello stadio dei LA Galaxy. Proprio da lì, un imperturbabile Thibaut Courtois ha analizzato la super sfida di venerdì sera, trovando una suggestiva similitudine con il passato: "Questa vigilia ricorda molto quella del 2018. Anche nei quarti di finale contro il Brasile non eravamo i favoriti. All'epoca, forse, avevamo più qualità individuali, ma oggi siamo una grande squadra collettiva. Sappiamo lottare insieme e la pazzesca rimonta contro il Senegal ha dimostrato tutta la nostra forza interiore".

Il bivio sul futuro e l'addio alla Nazionale sospeso

Contro le Furie Rosse, il portiere del Real Madrid taglierà il traguardo monumentale delle 800 partite da professionista, consolidando il primato di belga con più presenze nella storia della Coppa del Mondo (20). Eppure, a 34 anni, l'ombra del ritiro internazionale dopo il torneo americano si fa sempre più concreta per ragioni strettamente logistiche e biologiche: "Ho semplicemente detto che ci sono più possibilità che io smetta piuttosto che continui, puramente per motivi fisici. Devo ammettere che l'atmosfera nel gruppo è fantastica e mi sto divertendo moltissimo, ma non credo di poter continuare a conciliare club e nazionale a questi ritmi per altri quattro anni".

L'ultimo baluardo intoccabile dei Diavoli Rossi

Nonostante la concorrenza di giovani talenti emergenti (come Lammens e Penders), Courtois resta il re indiscusso dei pali belgi e l'ultimo senatore intoccabile della vecchia "generazione d'oro", specie dopo l'esclusione dai titolari di Kevin De Bruyne negli ottavi contro gli Stati Uniti. Se il Belgio è ancora in corsa lo deve proprio alle parate miracolose del suo portiere nei sedicesimi contro il Senegal, quando i suoi riflessi hanno evitato lo 0-3 che avrebbe sancito una clamorosa disfatta. "Sono sempre orgoglioso e felice di giocare per i Diavoli Rossi", ha concluso il numero uno, intenzionato a regalarsi un'altra notte da leggenda prima di prendere una decisione definitiva sul suo futuro.