Bufera in Norvegia: alcune foto di Haaland e compagni sono state accostate al fascismo

Scoppia una dura polemica attorno alla Norvegia di Erling Haaland. Le foto a tema vichingo e le rune sulle maglie per il Mondiale 2026 sono accusate di vicinanza all'estrema destra.

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Erling Haaland, attaccante del Manchester City e della nazionale norvegese (Shutterstock)

La marcia di avvicinamento della nazionale di calcio della Norvegia al Mondiale 2026 è stata bruscamente scossa da una pesante controversia interna. Al centro della bufera c'è una vistosa sessione fotografica a tema vichingo realizzata da Erling Haaland e dai suoi compagni di squadra su una spiaggia. Quello che nelle intenzioni della federazione doveva essere un lancio promozionale fiero e d'impatto, accompagnato dallo slogan "Norway is coming", si è trasformato in un caso politico. Diversi settori dell'opinione pubblica e accademica hanno accusato l'iniziativa di sciovinismo e di voler "ripulire" la storia sanguinosa di saccheggi e violenze dell'epoca vichinga.

Le accuse degli intellettuali: "Estetica fascista e neonazista"

La polemica ha letteralmente spaccato in due il Paese scandinavo, trovando ampio risalto sui media nazionali. Il giornalista Markus Slettholm ha scritto sul quotidiano Morgenbladet che l'immaginario utilizzato è "sciovinista ed escludente", aggiungendo in un'intervista alla tv pubblica NRK che quegli scatti "ricordano l'estetica e le preoccupazioni dei gruppi neonazisti di dieci anni fa". Critiche ancora più dure sono arrivate dalla ricercatrice Jane Haug Skjoldli attraverso le colonne di Klassekampen. L'esperta ha definito i kit e il servizio fotografico "ipermascolini e di estrema destra", puntando il dito contro le rune stampate sul retro delle divise da gioco, giudicate elementi "sfortunati e tipici del linguaggio simbolico fascista".

La reazione del CT Solbakken: "Non perdo tempo con queste cose"

Le immagini, che mostrano le stelle del calcio norvegese in posa con asce, scudi, archi, frecce e drakkar (le tipiche imbarcazioni vichinghe), sono diventate inevitabilmente l'argomento principale anche all'interno del ritiro della squadra. Interpellato dai cronisti sulla bufera sociale in atto, il commissario tecnico Stale Solbakken ha preferito tagliare corto con decisione, liquidando la questione senza troppi giri di parole: "Ci sono questioni decisamente più importanti e complesse in questo momento storico. Non posso assolutamente permettermi il lusso di perdere tempo dietro a queste polemiche".

Il peso dei simboli storici nel calcio moderno

La vicenda solleva ancora una volta il delicato dibattito sull'uso della simbologia storica e mitologica nel mondo dello sport e della cultura di massa. Se per i creativi commerciali il richiamo ai vichinghi rappresenta il tratto identitario più spendibile e riconoscibile della Norvegia all'estero, per sociologi e storici il rischio di strizzare l'occhio, anche involontariamente, a iconografie storicamente appropriate dai movimenti supremacisti e neo-fascisti rimane elevatissimo. Resta da vedere se le maglie con le iscrizioni rúniche verranno effettivamente sfoggiate sui campi del Mondiale o se la federazione farà un parziale passo indietro.