Blatter attacca USA e FIFA: "Così non si dovrebbe giocare il Mondiale. Trump comanda Infantino"

Sepp Blatter critica duramente FIFA e Stati Uniti dopo il caso Artan. L'ex presidente attacca Infantino e mette in discussione l'organizzazione del Mondiale 2026

Immagine notizia

Sepp Blatter - Shutterstock

L'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan dal Mondiale 2026 continua a far discutere il mondo del calcio. A intervenire con parole durissime è stato Sepp Blatter, ex presidente della FIFA, che ha puntato il dito sia contro gli Stati Uniti sia contro l'attuale governance della federazione internazionale guidata da Gianni Infantino. Secondo il dirigente svizzero, quanto accaduto rappresenta un precedente pericoloso che mette in discussione alcuni dei principi fondamentali su cui dovrebbe basarsi una Coppa del Mondo.

Blatter sul caso Artan: "Una situazione incredibile e inaccettabile"

Intervistato da L'Équipe, Blatter ha espresso tutta la propria sorpresa per la vicenda che ha coinvolto Omar Artan, l'arbitro somalo respinto dalle autorità statunitensi e impossibilitato a prendere parte alla rassegna iridata.

L'ex numero uno della FIFA ha definito l'episodio "incredibile e insensato", ricordando come uno dei compiti principali del Paese ospitante sia quello di garantire l'accesso a tutti i rappresentanti ufficiali della federazione. Per Blatter, la presenza degli arbitri rientra pienamente in questo principio.

"Non c'è nulla di più ufficiale di un arbitro", ha spiegato. "Se un Paese nega l'ingresso a un direttore di gara, si tratta di un problema estremamente grave". Da qui la riflessione più pesante: secondo l'ex presidente, in una situazione del genere si potrebbe addirittura mettere in discussione la possibilità di disputare il Mondiale in quel Paese.

Attacco a Infantino: "La politica sta dominando il calcio"

Blatter non ha risparmiato critiche neppure a Gianni Infantino. A suo giudizio, la FIFA avrebbe dovuto assumere una posizione più forte e decisa invece di limitarsi a sottolineare di non avere competenze sulle politiche migratorie degli Stati ospitanti.

L'ex dirigente svizzero ha chiamato in causa anche il rapporto tra il presidente della FIFA e Donald Trump, lanciando una frecciata particolarmente dura: "Il presidente della FIFA dovrebbe dimostrare di essere più forte del suo grande amico alla Casa Bianca".

Secondo Blatter, il rischio è che la politica finisca per influenzare eccessivamente il calcio internazionale. "Quando la politica comincia a dominare il calcio, è sempre un cattivo segnale", ha dichiarato, invitando anche le altre federazioni nazionali a prendere posizione sulla vicenda.

Le sue parole riaccendono così il dibattito sull'organizzazione del Mondiale 2026 e sul delicato equilibrio tra sport, diplomazia e decisioni governative, un tema destinato a restare al centro dell'attenzione nei prossimi mesi.