Mondiali 2026, una Francia "oscura" e travolgente: spazzata via la Svezia, ma Malo Gusto frena gli entusiasmi

La Francia vola agli ottavi dei Mondiali 2026 dopo il 3-0 alla Svezia. Show di Olise e Mbappé, ma nello spogliatoio si predica calma: "Non siamo invincibili".

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Didier Deschamps, ct della Francia (ShutterStock)

La Francia si qualifica ufficialmente agli ottavi di finale dei Mondiali 2026 offrendo un'autentica dimostrazione di forza nel 3-0 contro la Svezia. Una superiorità a tratti imbarazzante che sta scatenando l'entusiasmo dei media e dei tifosi transalpini, convinti di trovarsi davanti a una squadra capace di segnare un'epoca. Eppure, la vera notizia non è solo la vittoria, ma il radicale cambio di stile impresso dal commissario tecnico Didier Deschamps. I Bleus non sono più una nazionale che si limita a difendersi per poi colpire in contropiede: contro i nordeuropei hanno mostrato un dominio assoluto del palleggio, completando quasi il doppio dei passaggi rispetto agli avversari e controllando il ritmo dal primo all'ultimo minuto.

La chiave Olise e un Mbappé totalmente rigenerato

Il segreto di questo nuovo corso ha un nome e un cognome: Michael Olise. L'intuizione di Deschamps di schierare il talento del Bayern Monaco in una posizione più interna ha cambiato il volto della manovra francese, garantendo qualità in uscita e un enorme contributo in fase di ripiegamento. Contro la Svezia, Olise ha regalato due assist al bacio – uno per Bradley Barcola (preferito a Désiré Doué) e uno per Kylian Mbappé – e ha persino sfiorato un gol da antologia con una splendida rovesciata. Di questa fluidità ne sta beneficiando soprattutto Mbappé: schierato come punto di riferimento centrale, la stella dei Bleus si sente più libera, dialoga alla perfezione con Ousmane Dembélé e non manca mai l'appuntamento con il gol, nonostante un palo e un fuorigioco gli abbiano negato una clamorosa tripletta.

Piedi per terra e porte blindate verso il Paraguay

Nonostante i numeri descrivano una corazzata spaventosa, all'interno dello spogliatoio si preferisce mantenere un profilo basso per evitare pericolosi cali di concentrazione. "Pensare di essere invincibili è molto pretenzioso", ha ammonito il difensore Malo Gusto nella zona mista post-partita. L'equilibrio resta la parola d'ordine: il sistema ultra-offensivo di Deschamps, che prevede un centrocampo a due con Aurélien Tchouaméni in diga e Adrien Rabiot in regia a supporto di quattro giocatori d'attacco, ha superato l'esame Svezia mantenendo la porta inviolata. Il rientro di William Saliba ha blindato la difesa e il sacrificio collettivo in pressione sta funzionando. Ora agli ottavi ci sarà il Paraguay: il bunker svedese è crollato, ma i sudamericani hanno già dimostrato contro la Germania di saper fare miracoli, e la Francia non vuole correre rischi.