Mondiali 2026. terremoto Corea del Sud: i tifosi lanciano una petizione ufficiale per cacciare il CT

Clamorosa protesta in Corea del Sud dopo il ko contro il Sudafrica ai Mondiali 2026: i tifosi avviano una petizione politica per esonerare subito il CT Hong Myung-bo.

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Son Heung Min, stella della Corea del Sud (ShutterStock)

Il cammino della Corea del Sud ai Mondiali 2026 si è trasformato in un incubo sportivo che ha scatenato la furia dei tifosi asiatici. Nonostante un inizio promettente grazie alla vittoria contro la Repubblica Ceca, le successive sconfitte contro i padroni di casa del Messico e, soprattutto, il pesante 1-0 subito nell'ultima sfida contro il Sudafrica hanno spento i sogni di qualificazione automatica. Con appena tre punti in classifica e il terzo posto nel girone, la nazionale coreana si trova in un limbo pericolosissimo, aggrappata al sesto posto nella graduatoria delle migliori terze e costretta a sperare in una serie quasi miracolosa di risultati favorevoli dagli altri campi per non fare subito le valigie.

La petizione popolare che scuote la politica coreana

La reazione in patria è stata immediata e senza precedenti. I sostenitori della nazionale hanno infatti lanciato una petizione formale per chiedere l'esonero immediato del Commissario Tecnico Hong Myung-bo, giudicando la prestazione contro il Sudafrica "una delle più prive di vita e peggiori nella storia del calcio coreano", soprattutto considerando che la rosa attuale era ritenuta la più forte di sempre. Il testo del documento non si limita alla protesta sportiva, ma attacca frontalmente la Federcalcio locale (KFA), accusata di aver ignorato i processi di selezione ufficiali per imporre la nomina del CT. La petizione ha già superato le 100 firme necessarie per una prima valutazione da parte dell'Assemblea Nazionale; se verrà resa pubblica e raccoglierà 50.000 firme entro 30 giorni, diventerà oggetto di un esame ufficiale da parte del parlamento coreano per una riforma della federazione.

La difesa del CT: "Schiacciati dalla pressione e dal caldo"

Mentre la tempesta mediatica e politica infuria a Seul, il tecnico Hong Myung-bo ha provato a difendere l'operato della squadra nel post-partita, attribuendo la controprestazione a fattori esterni e mentali più che a limiti strutturali. "I giocatori sono scesi in campo avvertendo un peso psicologico enorme, condizionati dall'obbligo assoluto di dover vincere a tutti i costi", ha dichiarato l'allenatore asiatico nel tentativo di placare gli animi. "Questa scarsa prestazione è stata probabilmente il risultato di una combinazione tra fattori psicologici ed elementi ambientali complessi, come il caldo estremo che abbiamo dovuto affrontare sul terreno di gioco". Giustificazioni che, tuttavia, non sembrano aver minimamente scalfito la rabbia di una nazione intera.