Mondiali 2026, intrigo informatico: hackerate le email dell'Argentina dopo la rimonta sull'Egitto

Caos ai Mondiali: hackerato l'account email della Federazione argentina dopo l'infuocato match contro l'Egitto. Spuntano false accuse all'arbitro e scoppia il caso diplomatico.

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Lautaro Martinez (Shutterstock)

Il passaggio dell'Argentina ai quarti di finale dei Mondiali continua a trascinarsi dietro una scia di veleni che ora si sposta dal rettangolo verde al web. La rassegna iridata è stata scossa da un presunto attacco informatico ai danni della Federazione calcistica argentina (AFA). Subito dopo la rocambolesca vittoria per 3-2 contro l'Egitto negli ottavi di finale, dalle caselle di posta elettronica ufficiali della federazione sono partiti messaggi shock indirizzati a diverse testate giornalistiche. Nelle email si leggeva che "l'Argentina non ha vinto" e che il passaggio del turno era il frutto di "decisioni arbitrali corrotte", con tanto di elogi scritti nei confronti della selezione nordafricana.

La replica dell'AFA e la pista degli hacker egiziani

La reazione dei vertici del calcio argentino è stata immediata. Secondo quanto riportato dai media locali, le prime indagini interne all'AFA punterebbero il dito contro un gruppo di pirati informatici di origine egiziana, entrati in azione per ritorsione dopo l'eliminazione. La federazione di Buenos Aires ha prontamente rilasciato un comunicato ufficiale per fare chiarezza: "Desideriamo informarvi che abbiamo rilevato il possibile invio di email da uno dei nostri account istituzionali che non sono state generate o autorizzate dal nostro team. Esiste la concreta possibilità che il nostro account sia stato oggetto di un accesso non autorizzato; stiamo lavorando per chiarire l'accaduto e adottare le necessarie misure di sicurezza". L'AFA ha inoltre invitato i media e il pubblico a ignorare qualsiasi comunicazione insolita o sospetta ricevuta nelle ultime ore.

Dalla festa di Atlanta alla furia dell'Egitto

Il blackout informatico è l'ultimo capitolo di una partita che ad Atlanta aveva regalato emozioni fortissime. I campioni del mondo in carica si erano trovati a un passo dal baratro, sotto di due reti a causa dei gol egiziani di Yasser Ibrahim e Mostafa Zico. La clamorosa rimonta si è concretizzata negli ultimi undici minuti di gioco: prima il gol di Cristian Romero, poi il pareggio firmato da Lionel Messi e, infine, la rete della liberazione siglata da Enzo Fernandez in pieno recupero, che ha proiettato l'Albiceleste verso il quarto di finale contro la Svizzera. Un finale thriller che ha scatenato la furia della Federazione egiziana, la quale ha chiesto ufficialmente alla FIFA l'esclusione dal torneo dell'arbitro francese François Letexier e di tutta la terna arbitrale, accusati di palese favoritismo.

L'ombra del complotto e le accuse a Messi

Ad alimentare la tensione geopolitica attorno al match ci ha pensato anche il commissario tecnico dell'Egitto, Hossam Hassan, che in conferenza stampa ha usato parole durissime, parlando apertamente di un torneo "pilotato" per proteggere le grandi stelle del calcio mondiale. "La mia squadra è stata trattata ingiustamente sul campo" — ha tuonato il selezionatore dei Faraoni — "Forse gli organizzatori volevano tenere il campione del mondo in gara a tutti i costi. Forse era fondamentale che Messi restasse in corsa per la vittoria finale. Il campione del mondo ha ricevuto un sostegno evidente a tutti i livelli, sembra proprio che ci siano state forti pressioni da parte dell'Argentina per ottenere questo risultato". Dichiarazioni pesanti che, unite al caos hacker, infiammano il clima attorno alla squadra di Scaloni.