Mondiali 2026, Inghilterra-Argentina è la semifinale totale: la colonna sonora e la caccia al cimelio di Messi
Inghilterra-Argentina accende la semifinale dei Mondiali. Tra il ricordo del 1986 e la caccia alla maglia di Messi, le sfide sulle tribune di Miami e il rispetto tra Scaloni e Tuchel.

Lionel Messi (Shutterstock)
Il tabellone dei Mondiali regala una sfida dal fascino leggendario: Argentina e Inghilterra si affronteranno in semifinale. Un incrocio storico che si rigenera esattamente quarant'anni dopo la celebre partita dell'Azteca del 1986, quella della "mano de Dios" e del "gol del secolo" di Diego Armando Maradona. Se all'epoca il match portava con sé i dolorosi strascichi della Guerra delle Malvinas, oggi i protagonisti vogliono che a parlare sia solo il rettangolo verde. Il ct Lionel Scaloni ha voluto subito abbassare i toni della vigilia: "Sarà solo calcio, si affrontano due grandissime selezioni che si rispettano profondamente". Curiosamente, per Leo Messi si tratterà della prima volta in assoluto contro i britannici: l'unico precedente possibile risaliva a un amichevole del 2005 a Gibilterra, ma la Joya dovette saltarla per squalifica.
La colonna sonora di Miami: Oasis contro la "Quarta Stella"
La vera rivalità, prima del fischio d'inizio, si sta consumando nelle strade di Miami e sulle tribune a colpi di cori e canzoni. Da una parte i sostenitori inglesi fanno risuonare le note di Wonderwall degli Oasis e l'immancabile Hey Jude (naturalmente riadattata per Jude Bellingham). Dall'altra, il popolo albiceleste risponde con i tormentoni nati all'interno dello spogliatoio. Il nuovo inno recita: "Voglio vedere la quarta stella brillare sulla maglia, sono argentino dalla culla alla tomba. Per le Malvinas, per il Diego, per l'ultima di Leo". Un testo che mette al centro il capitano, il quale, di fronte a tanta devozione da parte di compagni e tifosi, preferisce abbassare la testa quasi provando timore per un simile protagonismo.
Il trofeo più ambito: tutti vogliono la maglia numero 10
Accanto a Messi brilla la stella del presente e del futuro argentino: Julián Álvarez. L'Araña, reduce da un gol da antologia nei quarti, non ha bisogno di chiedere la maglia al suo capitano perché ne ha già la totale benedizione sul campo. Per tutti gli altri calciatori del Mondiale, invece, il cimelio più prezioso da portare a casa non è un premio della FIFA, ma proprio la casacca numero 10 di Messi. Da Bellingham a Harry Kane, da Mbappé a Lamine Yamal, la risposta alla domanda su quale sia il souvenir perfetto del torneo è unanime. La caccia alla maglia di Leo è ufficialmente aperta.
Incroci di Premier e l'ironia di David Beckham
Il legame tra le due fazioni è in realtà molto più stretto di quanto la rivalità storica lasci pensare. Scaloni vanta ottimi rapporti personali con il ct inglese Thomas Tuchel, e l'ossatura dell'Argentina parla correntemente inglese, potendo contare su ben sei elementi che militano in Premier League: Emiliano Martínez, Marcos Senesi, Lisandro Martínez, Cristian Romero, Alexis Mac Allister ed Enzo Fernández. Certo, quando l'Albiceleste festeggia sul prato parte ancora il classico coro "Chi non salta è un inglese", ma ormai fa parte del folklore. Persino David Beckham, seduto nel palco d'onore, sorride divertito quando sente i cori a lui dedicati. A Miami l'unica vera battaglia sarà per un posto in finale e per un pezzo di storia da strappare a Leo Messi.