Mondiali 2026, festa Messico all'Azteca: tributo da brividi per lo storico "Memo" Ochoa
Il Messico chiude a punteggio pieno il girone del Mondiale 2026 superando 3-0 la Repubblica Ceca. Boato dello stadio per l'ingresso in campo della leggenda Ochoa.

Ochoa, leggenda del Messico (ShutterStock)
L'ultima giornata della fase a gironi del Mondiale 2026 ha regalato una notte di pura celebrazione al Messico, capace di battere con un netto 3-0 una deludente Repubblica Ceca sul prato dell'Estadio Azteca. I cechi, guidati da un Koubek a caccia di un colpo di coda, si sono presentati con ben quattro cambi di formazione – tra cui l'esclusione eccellente della stella Patrik Schick – ma la scossa non è arrivata. Dopo un primo tempo bloccato, in cui gli europei hanno sprecato l'unica vera chance con Visinsky, il Tricolor ha preso il totale controllo del match nella ripresa. Al 55' Luis Chávez ha sbloccato l'incontro concretizzando un contropiede perfetto avviato da Romo, mentre al 61' Julián Quiñones ha raddoppiato sfruttando l'ennesima disattenzione difensiva avversaria, complice un'uscita a vuoto del portiere Kovar.
La vetrina di Mora e il totale fallimento della Repubblica Ceca
Con la qualificazione e il primo posto già blindati matematicamente, il commissario tecnico Javier Aguirre ha dato spazio al talento di Gilberto Mora. Il giovanissimo gioiello del calcio messicano, inizialmente un po' timido, è cresciuto vistosamente con il passare dei minuti, mettendo in mostra lampi di classe purissima e mandando in totale confusione la retroguardia ceca. Dall'altra parte, la Repubblica Ceca ha mostrato limiti tecnici disarmanti, apparendo quasi rassegnata all'eliminazione e all'imminente volo di ritorno. Persino le palle preventive e i calci piazzati, storicamente i punti di forza della selezione europea, sono stati un monologo dei padroni di casa, che non hanno concesso un solo duello aereo agli avversari per tutta la durata del match.
L'Azteca si commuove per Ochoa: passerella nel suo sesto Mondiale
Il momento più emozionante e iconico della serata è arrivato però al minuto 78. Con il risultato ormai al sicuro, Aguirre ha concesso la meritata passerella a Guillermo "Memo" Ochoa. Tutto l'Estadio Azteca si è calcisticamente inchinato di fronte al suo leggendario portiere, tributandogli un'ovazione interminabile che ha fatto commuovere il veterano fino alle lacrime, entrato per disputare i suoi storici minuti nel suo sesto Mondiale in carriera. A unire idealmente il passato e il futuro del Messico c'erano ben 23 anni di differenza tra l'infinito Ochoa e la giovane promessa Mora. Il portiere ha persino trovato il tempo di lasciare il segno: da un suo preciso rinvio dal fondo è nata l'azione del definitivo 3-0 firmato da Fidalgo, che ha sigillato il percorso netto del Messico nel girone a punteggio pieno.