Mondiali 2026, effetto Norvegia: cos'è la "Viking Row", la folle esultanza che ha conquistato l'America
Dai treni di New York agli stadi del Texas, il rito della "Viking Row" lanciato dalla Norvegia di Haaland e Ødegaard è diventato il tormentone dei Mondiali 2026.

La Viking Row ha conquistato gli Stati Uniti (ShutterStock)
La notte di Arlington, in Texas, rimarrà scolpita a lungo nella storia del calcio norvegese. Battendo la Costa d'Avorio per 2-1 grazie a un gol decisivo di Erling Haaland all'86° minuto, la Norvegia ha conquistato la prima storica vittoria in una fase a eliminazione diretta di un Mondiale. Ma l'impresa sportiva è stata quasi superata da ciò che è accaduto subito dopo il fischio finale sul prato dell'AT&T Stadium. Un enorme tamburo è stato calato a mano dai tifosi, dal terzo anello fino al campo. Il capitano Martin Ødegaard lo ha preso, lo ha adagiato sull'erba e, insieme ai compagni di squadra seduti dietro di lui, ha dato il via alla "Viking Row" (la voga vichinga), un rituale che ha contagiato l'intero stadio e che sta ridefinendo l'immaginario collettivo di questi Mondiali 2026.
Come funziona la "Viking Row"?
Il funzionamento di questa esultanza coreografica è straordinariamente semplice e non richiede barriere linguistiche. I tifosi si siedono in fila indiana, uno dietro l'altro, lungo i seggiolini o direttamente a terra. Al ritmo dei colpi di tamburo, tutti oscillano all'indietro e mimano con le braccia il gesto di tirare un remo, urlando all'unisono "RO!" (che in norvegese significa, appunto, "rema"). Man mano che il battito del tamburo accelera, il movimento e il coro diventano frenetici, sprigionando un'energia travolgente. A Dallas, il pubblico presente – composto anche da moltissimi spettatori neutrali americani e persino da alcuni tifosi ivoriani – ha seguito il ritmo alla perfezione, trasformando l'arena in una gigantesca drakkar vichinga.
Il tormentone virale che spopola negli Stati Uniti
Concepito originariamente da un musicista e da un membro del fan club della nazionale durante le qualificazioni contro l'Italia, il rito doveva simboleggiare il "ritorno" dei vichinghi in un continente che avevano scoperto ben prima di Cristoforo Colombo. Nessuno, però, avrebbe immaginato un simile successo oltreoceano. Il trend è diventato virale negli Stati Uniti dopo che un video di tifosi norvegesi che "remavano" su una scala mobile a Boston ha ottenuto milioni di visualizzazioni. Da quel momento, la Viking Row è stata replicata sui pavimenti della metropolitana di New York, a Times Square e persino dai tifosi di baseball dei Mets. La mania ha contagiato anche le celebrità dello sport americano: l'ex quarterback NFL Jameis Winston ha insegnato il movimento alla stella dei Dallas Mavericks Cooper Flagg, mentre gli agenti di polizia dell'aeroporto di Dallas-Fort Worth hanno accolto l'aereo della nazionale norvegese remando direttamente sulla pista di atterraggio.
Un fenomeno globale, tra orgoglio e qualche critica
In patria, la febbre della voga ha unito un intero Paese: dai bambini degli asili (in un video condiviso dallo stesso Haaland) ai deputati del Parlamento con il Primo Ministro in testa, fino agli anziani delle case di riposo che puntano la sveglia in piena notte per remare prima del calcio d'inizio. "Spero che chi l'ha inventata abbia depositato il brevetto", ha scherzato il CT Stale Solbakken. Tuttavia, come ogni fenomeno virale, non mancano i detrattori. Qualche giornalista l'ha definita "l'incubo degli introversi" per via della forte pressione sociale a partecipare, mentre alcuni tifosi svedesi hanno ammesso di "sospirare" ogni volta che le immagini passano in TV, liquidando il gesto come una copia modificata della celebre "Geyser Sound" (la scomposizione delle mani) dell'Islanda a Euro 2016.
Perché l'America si è innamorata dei Vichinghi?
Gli esperti di cultura pop si interrogano sul motivo per cui gli Stati Uniti abbiano abbracciato così calorosamente questa tradizione. La risposta più accreditata risiede nella natura stessa della cultura sportiva americana, storicamente legata a gesti collettivi semplici e replicabili come la "Ola" o i cori ritmati del football universitario. La Viking Row si adatta perfettamente a questo stampo: è inclusiva, visivamente d'impatto e ideale per i social media. Se questo rito sopravviverà o meno alla fine del torneo resta un mistero, ma per il momento, con la Norvegia che vola agli ottavi e la leadership trascinante di Ødegaard e Haaland, l'unica cosa da fare per migliaia di appassionati è sedersi e continuare a remare.