Mondiali 2026, dalla foto con Yamal al "post cabala": la vigilia di Messi
Lionel Messi si prepara alla finale dei Mondiali 2026: tutte le curiosità intorno al fuoriclasse argentino

Lionel Messi (foto Shutterstock)
La vigilia della finale del Mondiale 2026 tra Argentina e Spagna ha un protagonista assoluto: Lionel Messi. Il capitano dell'Albiceleste si prepara all'ultimo atto del torneo tra ricordi, coincidenze e gesti che hanno acceso l'entusiasmo dei tifosi argentini, convinti che la storia possa ripetersi quattro anni dopo il trionfo in Qatar. Nelle ore che precedono la sfida contro la Roja, è tornata virale una delle immagini più iconiche degli ultimi anni: quella che ritrae un giovanissimo Lamine Yamal, ancora neonato, mentre viene tenuto in braccio da Messi durante un servizio fotografico realizzato per beneficenza nel 2007. All'epoca nessuno avrebbe potuto immaginare che quei due bambini – uno già destinato a diventare una leggenda, l'altro futuro fenomeno del calcio mondiale – si sarebbero ritrovati quasi vent'anni dopo da avversari nella finale della Coppa del Mondo.
Mondiali 2026, il “post cabala” copiato dal 2022
Ma a far discutere è soprattutto il "post cabala" pubblicato dal numero 10 argentino subito dopo la semifinale vinta contro l'Inghilterra. Messi ha infatti condiviso sui propri profili social lo stesso identico messaggio pubblicato nel 2022 dopo il successo contro la Croazia, quando l'Argentina conquistò la finale poi vinta contro la Francia. Un gesto interpretato come un rito scaramantico, molto in linea con la tradizione calcistica argentina. Il testo è rimasto invariato: un ringraziamento ai tifosi e un invito a restare uniti in vista dell'ultimo appuntamento del torneo. Per molti sostenitori dell'Albiceleste si tratta di un segnale beneaugurante, il tentativo di ricreare le stesse sensazioni che accompagnarono la cavalcata iridata di quattro anni fa. Ora, però, sarà il campo a emettere il verdetto definitivo. Da una parte l'esperienza di Messi, dall'altra il talento di Yamal: due generazioni a confronto, legate da una fotografia diventata simbolo del passaggio di consegne, ma ancora separate da un ultimo, prestigioso trofeo da conquistare.