Mondiali 2026, crisi Corea del Sud, le scuse di Son dopo il flop: "Pronto a correre fino alla morte"

Il capitano della Corea del Sud, Son Heung-min, rompe il silenzio dopo la clamorosa eliminazione dai Mondiali 2026 e difende i compagni dalle critiche.

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Son Heung-min, giocatore della Corea del Sud (ShutterStock)

La prematura eliminazione della Corea del Sud dai Mondiali 2026 ha aperto una crisi istituzionale e sportiva senza precedenti a Seul. Dopo aver vinto la gara d'esordio in Messico, la nazionale asiatica ha subito due sconfitte consecutive nel Gruppo A, l'ultima delle quali – un fatale 1-0 contro il Sudafrica – ne ha sancito l'esclusione anche dal ripescaggio delle migliori terze. Il flop ha scatenato un vero e proprio terremoto: il commissario tecnico Hong Myung-bo si è dimesso e persino il presidente della Repubblica, Lee Jae Myung, ha chiesto l'apertura di un'indagine formale sulla gestione della spedizione. In questo clima di altissima tensione, il capitano e simbolo della squadra, Son Heung-min, rimasto a secco di gol nel torneo e clamorosamente escluso dai titolari nell'ultimo match prima di subentrare nella ripresa, ha rotto il silenzio con un toccante messaggio social.

Il dolore del capitano e l'appello ai tifosi

"Non so da dove cominciare, non voglio fuggire dalla realtà. Per prima cosa, voglio chiedere scusa a tutto il popolo coreano e ai tifosi", ha scritto martedì l'attaccante dei Los Angeles FC su Instagram. Son, primatista di presenze con la nazionale (147) ed eroe di quattro edizioni dei Mondiali, ha espresso tutto il suo tormento interiore per il fallimento di quello che ha definito il suo "sogno da bambino". Nonostante il profondo dolore, il trentatreenne ha promesso di non arrendersi: "Farò del mio meglio per riconquistare i vostri cuori. Correrò fino alla morte per darvi di nuovo gioia". Il capitano ha infine lanciato un accorato appello al Paese, chiedendo di proteggere il gruppo: "Vi supplico di inviare calore e incoraggiamento a tutti i giocatori, invece di criticarli e ferirli".