Mondiali 2026, Corea del Sud: si dimette il CT Hong Myung-bo, il Presidente chiede un'indagine
Dopo la cocente eliminazione dal Mondiale 2026, il CT della Corea del Sud Hong Myung-bo rassegna le dimissioni. Il Presidente Lee Jae-myung attacca la federazione e chiede un'inchiesta.

Hong Myung-bo, ct della Corea (Shutterstock)
La spedizione della Corea del Sud al Mondiale si è conclusa nel peggiore dei modi, provocando un vero e proprio terremoto sportivo e politico nel Paese asiatico. Il commissario tecnico Hong Myung-bo ha rassegnato ufficialmente le sue dimissioni dopo che la nazionale non è riuscita a strappare il pass per la fase a eliminazione diretta. Fino a sabato scorso, la squadra guidata in campo dalla stella Son Heung-min sperava ancora di poter accedere ai sedicesimi di finale beneficiando del ripescaggio riservato alle migliori terze classificate, ma i risultati degli altri gironi hanno definitivamente spento ogni speranza. Durante una conferenza stampa tenutasi nel Messico occidentale, l'allenatore si è scusato pubblicamente con i tifosi, dichiarando che la responsabilità del fallimento ricade interamente su di lui.
Il crollo nel girone e il duro attacco del Presidente Lee
Nonostante un ranking FIFA favorevole (32° posto), la Corea del Sud ha rimediato due sconfitte e una sola vittoria all'interno del Gruppo A, chiudendo dietro a Messico e Sudafrica. A far precipitare la situazione è stato il ko decisivo per 1-0 contro i sudafricani (collocati al 60° posto del ranking), un risultato che ha scatenato feroci polemiche in patria. La delusione è stata tale da spingere il Presidente della Repubblica, Lee Jae-myung, a intervenire in prima persona. Tramite un duro post su X, il Capo di Stato ha espresso totale sconcerto per l'accaduto e ha chiesto l'apertura di un'indagine formale per fare luce sui motivi delle scarse prestazioni. Lee ha parlato apertamente di "fallimento organizzativo e del personale", scagliandosi contro le logiche della federazione.
Le accuse di nepotismo e le ombre sul passato del CT
Le parole del presidente Lee Jae-myung hanno toccato un nervo scoperto, facendo riferimento a favoritismi e clientelismo nella scelta della guida tecnica a discapito della competenza. L'avventura di Hong Myung-bo sulla panchina della nazionale, del resto, era stata fortemente contestata fin dal suo inizio, nel 2024. Sebbene l'ex difensore fosse considerato un eroe nazionale per aver capitanato la Corea del Sud fino alle storiche semifinali del Mondiale 2002, il suo passato da allenatore non offriva grandi garanzie, visto il precedente fallimento ai gironi nel Mondiale 2014. Molti tifosi e addetti ai lavori avevano accusato i vertici della Korea Football Association (KFA) di aver preferito una cerchia di amici e vecchie glorie locali, scartando candidati stranieri che avevano superato rigidi processi di selezione.
L'addio amaro: "Ho agito per il bene del calcio coreano"
Nel suo discorso di addio, Hong Myung-bo ha ammesso che accettare nuovamente l'incarico due anni fa non era stata una scelta semplice, difendendo comunque la propria buona fede. "Non posso affermare che ogni decisione sia stata quella corretta, ma posso dirvi che ho agito pensando esclusivamente al bene del calcio coreano", ha spiegato l'ormai ex CT. Hong ha concluso assicurando che, nonostante l'addio alla panchina della nazionale, continuerà a sostenere la squadra da tifoso, augurandosi che il gruppo possa presto ritrovare la fiducia e l'affetto di tutto il popolo sudcoreano.