Mondiali 2026, caos Portogallo: accuse di boicottaggio a Cristiano Ronaldo e aria di "guerra civile"

Clima teso nel ritiro del Portogallo ai Mondiali 2026: i tifosi accusano i compagni di boicottare Cristiano Ronaldo dopo il deludente pareggio all'esordio.

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Cristiano Ronaldo, stella del Portogallo (Shutterstock)

Il debutto del Portogallo ai Mondiali 2026 si è trasformato in un autentico incubo mediatico e spogliatoio. Il deludente pareggio per 1-1 a Houston contro la modesta Repubblica Democratica del Congo ha spalancato le porte a una pesantissima crisi interna. Quella che doveva essere la passerella iniziale per una delle favorite del torneo ha invece sollevato feroci polemiche attorno alla figura di Cristiano Ronaldo, la cui titolarità è diventata il centro di un dibattito nazionale che sta spaccando in due il Paese e l'ambiente della Seleção.

Tempesta social: i big accusati di non passare la palla a CR7

Subito dopo il fischio finale del match d'esordio, i profili Instagram di alcune delle stelle più lucenti della squadra, tra cui Bruno Fernandes, Vitinha, Pedro Neto e il giovane João Neves (autore del gol del momentaneo vantaggio luso), sono stati letteralmente presi d'assalto dai sostenitori del cinque volte Pallone d'Oro. I tifosi hanno riempito i post di insulti e pesanti accuse, parlando apertamente di un presunto "boicottaggio" ordito ai danni del capitano. La colpa dei compagni? Quella di aver deliberatamente ignorato il fuoriclasse dell'Al-Nassr in campo, preferendo non passargli il pallone durante lo sviluppo delle azioni offensive.

Gli esperti avvertono: "C'è il rischio di una guerra civile"

La polarizzazione attorno al numero 7 ha raggiunto livelli di guardia, tanto da far parlare i media di un concreto pericolo di spaccatura totale. Vítor Pinto, vicedirettore del quotidiano sportivo Record, ha analizzato la situazione con estrema preoccupazione: "Questo clima dimostra il rischio di una vera e propria guerra civile all'interno della nazionale. Ogni minima critica a Cristiano Ronaldo scatena reazioni sproporziate". Pur smentendo l'ipotesi di un complotto organizzato, Pinto ha evidenziato i chiari limiti tattici del debutto: "Il Portogallo non ha dialogato con il suo centravanti e non ha saputo creare una strategia per sfruttare i suoi spazi".

Cristiano Ronaldo non è più intoccabile: l'opinione pubblica si spacca

Per la prima volta, l'opinione pubblica portoghese sembra aver smarrito la storica unanimità nel proteggere la sua leggenda più grande, ormai quarantunenne e alla sua sesta Coppa del Mondo. Emblematico è stato l'editoriale pubblicato da Nuno Saraiva sul quotidiano A Bola, dal titolo inequivocabile: "Grazie di tutto, Cristiano. Ora è il momento di farsi da parte". Il commissario tecnico Roberto Martínez si trova ora davanti a una patata bollentissima: dovrà isolare lo spogliatoio e ritrovare la quadra tattica prima della delicata sfida contro l'Uzbekistan, poiché un altro passo falso rischierebbe di compromettere definitivamente il cammino mondiale del Portogallo.