Mondiali 2026, caos biglietti: il caso StubHub e i sogni infranti dei tifosi fuori dagli stadi

Centinaia di tifosi rimasti senza biglietti per i Mondiali 2026 a causa delle cancellazioni dell'ultimo minuto su StubHub. Scoppia il caso delle "vendite speculative".

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Il MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey (ShutterStock)

Per molti appassionati di calcio, i Mondiali 2026 in corso di svolgimento tra Stati Uniti, Canada e Messico dovevano rappresentare l'esperienza di una vita. Per Sergio Enrique Alvarado Montalvo, 45 anni, doveva essere il regalo perfetto per la Festa del Papà: vedere Lionel Messi dal vivo a Dallas nella sfida tra Argentina e Austria. Dopo aver speso 1.700 dollari sulla piattaforma di re-selling StubHub per i biglietti e quasi 6.000 dollari tra voli e hotel per far viaggiare i genitori dal Messico, la famiglia è rimasta clamorosamente bloccata fuori dai cancelli dello stadio. Il giorno prima della partenza, StubHub lo ha informato che il venditore non poteva consegnare i tagliandi, rifiutandosi di fornirne di equivalenti a causa dell'impennata dei prezzi. Una sorte identica è toccata a Eben Pingree, arrivato a Boston per Scozia-Haiti dopo che la moglie aveva sborsato 2.800 dollari per fare una sorpresa al figlio di 11 anni, rimasto poi in lacrime sul marciapiede.

La piaga del "bagarinaggio speculativo"

Quelli di Sergio ed Eben non sono casi isolati, ma fanno parte di quello che gli esperti del settore stanno già definendo come uno dei più grandi collassi del sistema di biglietteria della storia dello sport. Il principale colpevole ha un nome preciso: "speculative ticketing" (biglietteria speculativa). Si tratta di una pratica diffusa sui mercati secondari in cui venditori non verificati mettono in listino biglietti che in realtà non possiedono ancora, sperando di acquistarli a poco prezzo a ridosso dell'evento. Quando i prezzi dei tagliandi schizzano alle stelle a causa dell'altissima richiesta, questi venditori preferiscono annullare la transazione iniziale con l'utente per rivendere gli stessi biglietti a cifre astronomiche su altri canali, intascando un profitto maggiore. A rimetterci sono i compratori, ai quali StubHub offre il rimborso del solo biglietto, una cifra che non copre minimamente le migliaia di dollari spese per i viaggi non rimborsabili.

Class action in tribunale e lo scaricabarile tra FIFA e StubHub

La rabbia dei consumatori si è rapidamente spostata dalle piazze alle aule di tribunale. Due tifosi, Julie Reeker Moghal e Reuben Renteria, hanno intentato una causa legale proponendo una class action contro StubHub, accusando la piattaforma di aver mentito ai clienti, causandogli tremende perdite finanziarie. Nel frattempo, è scattato un gigantesco scaricabarile aziendale. Poiché tutti i biglietti ufficiali dei Mondiali passano esclusivamente dall'applicazione della FIFA, StubHub ha incolpato l'organo internazionale, parlando di gravi problemi di performance del software della FIFA che avrebbero bloccato i trasferimenti dei biglietti. La FIFA ha replicato duramente, rigettando ogni accusa e sottolineando che il proprio sistema funziona perfettamente (con oltre 5 milioni di spettatori già registrati) e ricordando che l'unico canale sicuro e garantito è la piattaforma ufficiale.

Esperti all'attacco: "Pratiche per intimidire i consumatori"

Mentre StubHub si difende dichiarando che ogni acquisto è protetto dalla garanzia "FanProtect" (che prevede il rimborso o la sostituzione del biglietto), gli osservatori del mercato attaccano frontalmente i colossi del secondary ticketing. Scott Friedman, co-fondatore del Ticket Talk Network, ha già raccolto oltre 600 reclami formali legati a questo torneo: "La colpa è al 100% di StubHub. La FIFA non è un angelo e la sua tecnologia sembra ferma al 1999, ma le piattaforme non possono nascondersi dietro ai glitch grafici". Ancora più duro l'avvocato Bradford Clements, che assiste diversi clienti traditi dai portali di rivendita: "La strategia di queste multinazionali è intimidire il consumatore, rinviare il problema e infine negare il risarcimento per sfinimento". Con i Mondiali che entrano nelle fasi calde e decisive del tabellone, il timore degli esperti è che questa crisi dei biglietti possa ulteriormente inasprirsi, lasciando altre famiglie a guardare le partite sui maxischermi dei fan party anziché sulle tribune.