Mondiale 2026, analisi del Gruppo G: Belgio favorito, Egitto e Iran outsider
Analisi del Gruppo G del Mondiale 2026: il Belgio guida il girone contro l'Egitto di Salah, l'ostico Iran e la Nuova Zelanda. Scopri squadre, stelle e orari.

Kevin De Bruyne giocatore del Belgio (ShutterStock)
Il Gruppo G del Mondiale 2026 si presenta come un raggruppamento dai risvolti tecnici e politici molto interessanti, con il Belgio che parte chiaramente come la forza dominante del girone. Sebbene la "generazione d'oro" stia lasciando spazio a nuovi volti, i Diavoli Rossi conservano un ranking d'eccellenza e una profondità di rosa superiore alle avversarie. L'Egitto, reduce da una qualificazione dominante, appare come la principale candidata per il secondo posto, forte di un attacco temibile. L'Iran, presenza ormai costante nelle fasi finali, punterà sulla propria solidità collettiva per centrare uno storico passaggio del turno, mentre la Nuova Zelanda arriva in Nord America con il ruolo di Cenerentola del torneo, pronta però a sfruttare l'entusiasmo del ritorno sul palcoscenico mondiale dopo sedici anni di assenza.
Calendario Gruppo G: date e orari italiani
Le sfide di questo girone si disputeranno tra la costa occidentale degli Stati Uniti e il Canada. Per i tifosi italiani, gli orari richiederanno qualche sacrificio notturno, dato il fuso orario di Seattle, Inglewood e Vancouver. Ecco il programma completo:
15 giugno, ore 21:00: Belgio vs Egitto (Seattle)
16 giugno, ore 03:00: Iran vs Nuova Zelanda (Inglewood)
21 giugno, ore 21:00: Belgio vs Iran (Inglewood)
22 giugno, ore 03:00: Nuova Zelanda vs Egitto (Vancouver)
27 giugno, ore 05:00: Egitto vs Iran (Seattle)
27 giugno, ore 05:00: Nuova Zelanda vs Belgio (Vancouver)
Belgio
Il Belgio affronta questo Mondiale con una rinnovata fiducia, consapevole di non avere più la pressione dei favoriti assoluti ma di possedere comunque un organico di altissimo livello. La squadra ha superato le qualificazioni senza subire sconfitte, mostrando una transizione efficace tra i senatori storici e una nuova nidiata di talenti esplosivi. Il giocatore simbolo rimane Kevin De Bruyne, il geniale regista che, nonostante sia nella fase finale della carriera e reduce da un'esperienza al Napoli, resta uno dei migliori rifinitori al mondo capace di cambiare l'inerzia di qualsiasi partita. La guida tecnica è affidata a Rudi Garcia, allenatore con una vasta esperienza internazionale nei principali campionati europei, che ha preso il comando della nazionale all'inizio del 2025 con l'obiettivo di dare pragmatismo e solidità tattica a un gruppo ricco di estro.
Egitto
La nazionale egiziana torna ai Mondiali con l'ambizione dichiarata di superare finalmente la fase a gironi, traguardo mai raggiunto nelle precedenti partecipazioni. I "Faraoni" hanno dominato il proprio percorso di qualificazione africano e arrivano in Nord America con un attacco che incute rispetto a qualsiasi difesa. Il giocatore simbolo non può che essere Mohamed Salah, il quale ha recentemente annunciato l'addio al Liverpool e vede in questo torneo l'ultima grande occasione per lasciare un segno indelebile con la propria nazionale. In panchina siede Hossam Hassan, una vera leggenda del calcio egiziano con quasi 500 partite dirette in carriera, che ha saputo trasmettere alla squadra la grinta e lo spirito combattivo che lo caratterizzavano quando era un prolifico attaccante.
Iran
L'Iran si presenta alla sua quarta fase finale consecutiva, confermandosi come una delle realtà più solide del panorama asiatico. Nonostante un gruppo composto per larga parte da giocatori che militano nel campionato locale, la nazionale iraniana ha dimostrato di poter competere con chiunque grazie a un'organizzazione difensiva impeccabile e a ripartenze letali. Il giocatore simbolo è Mehdi Taremi, attaccante di caratura internazionale che sta per diventare il secondo miglior marcatore di sempre della sua nazionale e che ha dimostrato il proprio valore realizzativo nei principali palcoscenici europei. Il commissario tecnico è Amir Ghalenoei, figura di enorme esperienza nel calcio iraniano, tornato alla guida della nazionale per dare continuità a un progetto tecnico che punta tutto sulla forza del collettivo e sulla conoscenza reciproca dei calciatori.
Nuova Zelanda
La Nuova Zelanda chiude il girone come la squadra con il ranking più basso del torneo, ma non per questo priva di ambizioni. Gli "All Whites" hanno dominato le qualificazioni della zona Oceania, sconfiggendo la Nuova Caledonia nella finale decisiva, e tornano a respirare l'aria del grande calcio internazionale dopo l'edizione del 2010. Il giocatore simbolo e capitano è Chris Wood, l'esperto centravanti la cui presenza è vitale per le speranze offensive dei neozelandesi, specialmente dopo una stagione travagliata dagli infortuni in Premier League. La squadra è guidata da Darren Bazeley, tecnico che fa parte della struttura federale neozelandese da oltre un decennio e che ha saputo costruire un gruppo coeso che mescola giocatori impegnati nei campionati europei minori a elementi della lega australiana.