Scandalo biglietti ai Mondiali 2026: la FIFA accusata di svendere i tagliandi su siti non ufficiali

Bufera sulla FIFA a pochi giorni dai Mondiali 2026: l'organizzatore è accusato di ricorrere a vie traverse e piattaforme illegali per riempire gli stadi a prezzi stracciati.

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Polemiche sui Mondiali per i biglietti (Shutterstock)

A pochissimi giorni dal calcio d'inizio dei Mondiali 2026, una nuova e pesante ombra si abbatte sulla FIFA e sulla gestione della biglietteria per l'evento. Già finita sotto indagine per presunte pratiche commerciali ingannevoli, la federazione internazionale è ora accusata di vendere pacchetti di biglietti attraverso canali e piattaforme di bagarinaggio non ufficiali. Secondo un'inchiesta lanciata dal quotidiano britannico The Telegraph, interi blocchi di seggiolini e file complete di stadi sarebbero apparsi improvvisamente su canali di revente secondari a prezzi nettamente inferiori rispetto ai canali ufficiali della FIFA, aggirando così i listini standard stabiliti per la competizione.

Il caso Capo Verde-Arabia Saudita: la prova dei prezzi stracciati

A sostenere l'accusa è uno studio condotto da Florian Ederer, stimato professore della Questrom School of Business della Boston University. L'esperto ha preso come esempio emblematico il match tra Capo Verde e Arabia Saudita, in programma il prossimo 27 giugno. Negli ultimi giorni, intere sezioni dello stadio per questa sfida sono state messe in vendita su SeatGeek, una piattaforma di revente assolutamente non autorizzata dalla FIFA. Per l'accademico non ci sono dubbi: non può trattarsi di tifosi privati o di normali bagarini, i quali solitamente rivendono i biglietti in coppia o in posizioni sparse. La prova definitiva sta nei prezzi: su SeatGeek alcuni posti sono acquistabili a 200 dollari (circa 172 euro), mentre sul portale ufficiale della FIFA le stesse identiche sedute vengono proposte alla cifra record di 700 dollari (circa 603 euro). Si tratterebbe, dunque, di veri e propri stock smaltiti all'ingrosso dall'organizzatore per riempire gli impianti.

Strategia salva-faccia: perché la FIFA non abbassa i prezzi sul sito ufficiale?

Secondo l'analisi del professor Ederer, questa mossa sotterranea servirebbe alla FIFA per evitare una vera e propria rivolta da parte dei tifosi e scongiurare problemi legali. Se l'organizzatore decidesse di abbassare ufficialmente i prezzi sul proprio portale, si troverebbe sommerso da richieste di rimborso, blocchi dei pagamenti e azioni legali da parte delle associazioni dei consumatori, infuriate per aver acquistato gli stessi biglietti a tariffa piena nei mesi passati. Utilizzando piattaforme terze, la FIFA riesce a svendere i biglietti invenduti senza ammettere il flop commerciale. Contattata dal Telegraph, la piattaforma SeatGeek ha negato qualsiasi tipo di accordo di distribuzione con la FIFA, mentre i vertici del calcio mondiale, per il momento, si sono arroccati dietro un rigido silenzio.