Mondiali 2026, la top 11: le stelle che stanno dominando la fase a eliminazione diretta

Chi sono i migliori calciatori dei Mondiali 2026? Ecco la Top 11 ideale della fase a eliminazione diretta stilata da DAZN: dominano Haaland, Messi e i gioielli dell'Inghilterra.

Immagine notizia

Erling Haaland (ShutterStock)

Sfruttando la giornata di riposo prima dei quarti di finale, è tempo di bilanci per i Mondiali 2026. Finora la fase a eliminazione diretta ha regalato sfide leggendarie e colpi di scena, vedendo i veri campioni salire in cattedra nel momento del bisogno. Tra record storici infranti e rimonte folli, ecco la Top 11 ideale dei giocatori che più si sono distinti negli ultimi due turni.

Ørjan Nyland (Portiere - Norvegia)

Mentre tutti i riflettori sono logicamente puntati su Erling Haaland, il vero eroe silenzioso della favola norvegese si trova dall'altra parte del campo. Contro il Brasile, l'estremo difensore trentacinquenne ha blindato la porta con una serie di interventi prodigiosi, tra cui una parata fantascientifica su un pallonetto involontario del compagno Ajer e un rigore ipnotizzato a Bruno Guimarães. Attualmente ai margini nel Siviglia, le sue prestazioni in Nord America potrebbero regalargli l'ultimo grande trasferimento della carriera.

Achraf Hakimi (Terzino destro - Marocco)

Nonostante il rigore fallito contro l'Olanda, l'esterno del PSG si sta confermando il leader tecnico ed emotivo di un Marocco spettacolare. Hakimi presidia la corsia destra con una continuità devastante, garantendo ampiezza alla manovra e una costante spinta offensiva, come dimostrato dal perfetto assist sfornato nella vittoria contro il Canada. Si conferma, senza troppi giri di parole, il miglior interprete al mondo nel suo ruolo.

Manuel Akanji (Difensore centrale - Svizzera)

L'errore dal dischetto nella lotteria finale è ormai un dettaglio irrilevante. Sul piano difensivo, il centrale svizzero sta replicando lo straordinario stato di forma che ha trascinato l'Inter alla vittoria dello scudetto in Serie A. Leader indiscusso della retroguardia elvetica, ha eretto un muro invalicabile contro cui si sono infranti gli attacchi di Algeria e Colombia, collezionando due clean sheet consecutivi che fanno ben sperare in vista della sfida contro i campioni del mondo dell'Argentina.

Marc Guéhi (Difensore centrale - Inghilterra)

Se l'esclusione nella partita d'esordio era sembrata una scelta bizzarra da parte di Thomas Tuchel, dal momento del suo reinserimento Guéhi è diventato il guardiano insostituibile dei Tre Leoni. Nella battaglia dell'Azteca contro il Messico, il centrale ha sfoderato una prestazione monumentale, trasmettendo una calma olimpica a tutto il reparto nei momenti di massima pressione. Ora lo attende l'esame più difficile: arginare Haaland.

Marc Cucurella (Terzino sinistro - Spagna)

I tifosi del Chelsea lo guardano con un pizzico di nostalgia, sapendo che nella prossima stagione indosserà la maglia del Real Madrid. Cucurella sta giocando un Mondiale perfetto: fa parte di una difesa che non ha ancora subito un solo gol nel torneo e che ha annullato il Portogallo negli ottavi. Inoltre, l'esterno spagnolo è devastante anche in fase di spinta, come testimoniano i due assist decisivi messi a referto nel match contro l'Austria.

Jude Bellingham (Centrocampista - Inghilterra)

Thomas Tuchel lo aveva provocato alla vigilia e il fuoriclasse del Real Madrid ha risposto sul campo da vero trascinatore. Dopo l'ottima prova contro il Congo, il numero 10 ha letteralmente dominato l'Azteca contro il Messico, siglando due gol d'autore che ne certificano il tempismo e la classe cristallina. Quando l'Inghilterra è rimasta in dieci uomini, la sua grinta è stata fondamentale per difendere il risultato. Con 4 gol totali, ogni dubbio sulla sua titolarità è stato spazzato via.

Azzedine Ounahi (Centrocampista - Marocco)

Il Marocco è l'unica nazionale africana rimasta in corsa, e gran parte del merito va attribuito alle geometrie di questo centrocampista, vero eroe sottovalutato del torneo. Sempre presente in mezzo al campo, Ounahi ha firmato una doppietta d'autore nel secco 3-0 con cui i leoni dell'Atlante hanno liquidato il Canada negli ottavi di finale. La linea mediana della Francia è avvisata in vista dei quarti.

Lionel Messi (Trequartista - Argentina)

Inserito tatticamente alle spalle del tridente, la Pulce si è rivelata ancora una volta il cervello superiore dell'Argentina nella drammatica rimonta contro l'Egitto. Bloccato centralmente, Messi si è spostato sulla fascia destra nei minuti finali, leggendo prima di tutti lo spazio a disposizione: una mossa che ha fruttato l'assist per Romero e il gol del momentaneo 2-2. Per lui sono 8 gol in questo Mondiale (21 totali) e il primato assoluto di assist nella storia del torneo. Peccato solo per i rigori falliti.

Harry Kane (Attaccante - Inghilterra)

Nelle ultime due sfide, il capitano si è consacrato probabilmente come il calciatore inglese più importante di sempre. Ha letteralmente trascinato i Tre Leoni contro la Repubblica Democratica del Congo con una doppietta quando tutto sembrava perduto, per poi ripetersi all'Azteca segnando il gol del 3-1 e offrendo una prestazione di puro sacrificio difensivo nel finale. È diventato il miglior marcatore all-time dell'Inghilterra ai Mondiali e prenota seriamente il Pallone d'Oro.

Erling Haaland (Attaccante - Norvegia)

Nessuno sembra divertirsi così tanto al suo debutto in un Mondiale quanto il gigante di Leeds, che sta trasformando la competizione nel suo giardino di casa. Capocannoniere a quota 7 reti, Haaland ha prima freddato la Costa d'Avorio e poi ha steso il Brasile negli ottavi con una doppietta micidiale, trovando la via del gol per la quattordicesima partita consecutiva in nazionale. La sua devastante e disarmante naturalezza lo rende una star assoluta.

Kylian Mbappé (Attaccante - Francia)

Il fuoriclasse francese è intenzionato a fare di questo torneo il "suo" Mondiale, guidando con autorità l'attacco atomico dei Bleus. Dopo la doppietta che ha steso la Svezia, il capitano transalpino ha mostrato nervi d'acciaio contro un Paraguay ruvido e falloso, trasformando con una freddezza glaciale il calcio di rigore che è valso la qualificazione ai quarti e mantenendo vivissimo il testa a testa con Messi per la Scarpa d'Oro.