L'ultimo ballo di CR7: Cristiano Ronaldo alla conquista dell'unico tassello mancante

Cristiano Ronaldo si prepara al suo sesto Mondiale a 41 anni. Ripercorriamo il cammino di CR7 nella Coppa del Mondo e le prospettive per il torneo 2026 in Nord America.

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Cristiano Ronaldo con la maglia del Portogallo (Shutterstock)

A poco meno di due mesi dal fischio d'inizio dei Mondiali 2026, il Nord America si prepara ad accogliere quella che sarà l'edizione più imponente di sempre. Ma oltre alla grandezza dell'evento, l'attenzione è tutta rivolta ai grandi protagonisti che si apprestano a vivere il loro "Last Dance": da Lionel Messi a Luka Modric, fino all'uomo dei record, Cristiano Ronaldo, pronto a riscrivere la storia per l'ultima volta.

Sei edizioni nella storia: il primato di un veterano

Nel 2026, Cristiano Ronaldo stabilirà un record quasi ineguagliabile partecipando alla sua sesta fase finale di un Mondiale, un traguardo che condividerà solo con l'eterno rivale Lionel Messi. Nonostante una carriera costellata di successi leggendari, la Coppa del Mondo rimane curiosamente l'unica competizione in cui CR7 non è ancora riuscito a lasciare un marchio indelebile. Dal debutto nel 2006 in Germania — ricordato più per l'ammiccamento complice dopo l'espulsione di Rooney che per le prestazioni in campo — fino alla delusione del 2022 in Qatar, il portoghese ha collezionato 22 presenze ma non ha mai segnato un solo gol nella fase a eliminazione diretta.

Un viaggio tra record e rimpianti

Il percorso mondiale di Ronaldo è stato un mix di fiammate individuali e delusioni collettive. Nel 2018 in Russia ha vissuto forse il suo momento più alto con l'indimenticabile tripletta alla Spagna, superando il record di Ferenc Puskás come miglior marcatore europeo di sempre in nazionale. Nel 2022, pur diventando il primo calciatore a segnare in cinque edizioni diverse, ha vissuto il tramonto del rapporto con il tecnico Santos, finendo in panchina durante gli ottavi di finale. Questi precedenti, uniti al fatto che i suoi grandi termini di paragone (Pelé, Maradona e Messi) hanno tutti sollevato il trofeo o dominato una finale, alimentano in lui una fame di riscatto che potrebbe essere la vera arma segreta del Portogallo.

Cosa aspettarsi da Ronaldo a 41 anni?

Oggi, a 41 anni, l'attaccante dell'Al-Nassr non è più l'esterno veloce che incantava nel 2006, né la macchina da gol inarrestabile vista in Brasile nel 2014. Tuttavia, la sua determinazione resta intatta. Molti critici sostengono che non dovrebbe più essere il fulcro tattico di una nazionale talentuosa che vanta stelle come Bruno Fernandes, Vitinha e Bernardo Silva, specialmente dopo le buone prove del Portogallo nelle amichevoli di marzo (disputate senza di lui per infortunio). Eppure, privarsi del calciatore da 143 gol internazionali e 226 presenze sarebbe un rischio enorme per il CT Roberto Martinez: Ronaldo non è solo un giocatore, è il talismano che può trasformare la pressione in energia pura.

L'ultima occasione per il mito

Il Mondiale 2026 rappresenta per Cristiano l'ultima opportunità per creare quel "momento iconico" che ancora manca alla sua collezione mondiale. Con una squadra giovane e tecnicamente dotata a supportarlo, CR7 cercherà di rompere finalmente il tabù dei gol nei turni a eliminazione diretta per trascinare i lusitani verso la gloria. Una cosa è certa: qualunque sia l'esito, Ronaldo non uscirà di scena in silenzio. Il mondo è pronto a sentire per l'ultima volta l'urlo "Siuuuu" riecheggiare negli stadi del Nord America, celebrando la fine di un'era irripetibile.