Girone I: Francia davanti, Senegal pericoloso, la Norvegia può sorprendere tutti

Analisi completa del Gruppo I del Mondiale 2026: la Francia di Mbappé punta al titolo, la Norvegia di Haaland sogna l'impresa, mentre il Senegal cerca riscatto.

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Kylian Mbappé giocatore della nazionale francese (ShutterStock)

Il Gruppo I della Coppa del Mondo 2026 si preannuncia come uno dei più spettacolari dell'intero torneo, mettendo di fronte alcuni dei più grandi finalizzatori del calcio moderno. La Francia, vice-campione in carica e tra le principali candidate alla vittoria finale, parte con i galloni della favorita assoluta grazie a una rosa profonda e ricca di stelle in ogni reparto. Tuttavia, il percorso dei "Bleus" non sarà privo di ostacoli. La Norvegia, al suo grande ritorno dopo oltre un quarto di secolo, viene indicata da molti esperti come la possibile "mina vagante" della competizione, potendo contare su una generazione di talenti offensivi senza precedenti. Il Senegal, nonostante un periodo turbolento fuori dal campo, resta una potenza africana capace di competere con chiunque, mentre l'Iraq torna sul palcoscenico mondiale dopo quarant'anni con il ruolo di incognita, pronto a giocare ogni partita come una finale.

Il calendario del Gruppo I: date e orari italiani

Le partite di questo girone si divideranno tra New Jersey, Massachusetts, Pennsylvania e Toronto. Ecco il dettaglio degli incontri con gli orari convertiti per i tifosi italiani:

  • 16 giugno, ore 21:00: Francia vs Senegal (East Rutherford)

  • 17 giugno, ore 00:00: Iraq vs Norvegia (Foxborough)

  • 22 giugno, ore 23:00: Francia vs Iraq (Philadelphia)

  • 23 giugno, ore 02:00: Norvegia vs Senegal (East Rutherford)

  • 26 giugno, ore 21:00: Norvegia vs Francia (Foxborough)

  • 26 giugno, ore 21:00: Senegal vs Iraq (Toronto)

Francia

La selezione francese entra in questo Mondiale con l'obiettivo dichiarato di dimenticare la beffa della finale di Qatar 2022 e riprendersi lo scettro globale già conquistato nel 2018. La forza dei "Bleus" risiede in un serbatoio di talenti quasi inesauribile, che permette loro di schierare una formazione di livello mondiale anche in caso di assenze pesanti. Il giocatore simbolo della squadra è Kylian Mbappé, il fuoriclasse del Real Madrid che a 27 anni è già una leggenda vivente del torneo e punta a diventare il miglior marcatore della storia della sua nazionale proprio durante questa rassegna. In panchina siede l'inamovibile Didier Deschamps, l'uomo dei record che ha saputo plasmare un gruppo solido e cinico, cercando di diventare uno dei pochissimi allenatori a vincere due edizioni della Coppa del Mondo.

Senegal

I "Leoni della Teranga" arrivano in Nord America in un clima di tensione sportiva dopo le controversie legate all'ultima Coppa d'Africa, ma restano una delle squadre più fisiche e talentuose del continente africano. Nonostante i problemi burocratici, la squadra possiede l'esperienza necessaria per navigare in un girone così complesso e puntare agli ottavi di finale. Il giocatore simbolo resta Sadio Mané, il miglior marcatore di sempre della nazione che, seppur nella fase calante della carriera, rimane il leader carismatico e il punto di riferimento tecnico indispensabile per i compagni. La guida tecnica è affidata a Pape Thiaw, ex nazionale che ha assunto l'incarico nel 2024 con il compito di mantenere alta la concentrazione del gruppo e isolarlo dalle distrazioni extra-calcistiche.

Iraq

L'Iraq torna ai Mondiali dopo un'attesa durata quarant'anni, un traguardo storico raggiunto grazie alla vittoria decisiva nel playoff contro la Bolivia. La squadra rappresenta la vera sorpresa del girone e arriva negli Stati Uniti senza la pressione dei favoriti, ma con la voglia di dimostrare il valore del calcio mediorientale. Il giocatore simbolo è Aymen Hussein, l'attaccante che ha firmato il gol della qualificazione e che rappresenta il pericolo numero uno nelle aree avversarie grazie al suo spiccato senso del gol. Il commissario tecnico è l'australiano Graham Arnold, un allenatore che conosce perfettamente le dinamiche mondiali avendo già guidato l'Australia a ottimi livelli e che ha saputo dare all'Iraq una mentalità difensiva solida e un'identità tattica ben definita.

Norvegia

La Norvegia è finalmente riuscita a spezzare il tabù delle qualificazioni, tornando alla fase finale di un Mondiale dopo 26 anni di assenza con una squadra che sprizza talento da tutti i pori. La formazione scandinava possiede una qualità offensiva che poche altre nazioni possono vantare, potendo contare su campioni che militano nei club più prestigiosi d'Europa. Il giocatore simbolo non può che essere Erling Haaland, il centravanti più dominante del calcio mondiale che vede in questo torneo l'occasione definitiva per consacrarsi anche con la maglia della propria nazionale. In panchina siede Ståle Solbakken, ex centrocampista della nazionale che dal 2020 guida il progetto norvegese, puntando su un gioco coraggioso e sfruttando al massimo la fisicità e la tecnica dei suoi uomini migliori.