Mondiali 2026, Richards riscrive la storia della Coppa del Mondo: la statistica monstre

Sugli scudi, nella convincente vittoria degli Stati Uniti contro il Paraguay, il classe 2000 Chris Richards

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Buona la prima per gli Stati Uniti di Pochettino che, nella gara d'esordio in questi Mondiali 2026, vince e convince davanti ai suoi tifosi. Un 4-1 senza storia (firmato dall'autogol di Bobadilla in apertura, dalla doppietta di Balogun e dal sigillo finale di Giovanni Reyna) quello con cui Pulisic e compagni hanno archiviato la pratica Paraguay, conquistando i primi 3 punti del proprio Mondiale. A prendersi la scena, ovviamente, Balogun con la sua doppietta, ma non da meno è stata la prestazione del difensore del Crystal Palace: Chris Richards. Il classe 2000 si è infatti reso protagonista di una prova di livello assoluto, che è andata ad aggiornare un record che, nella storia della Coppa del Mondo, non veniva ritoccato dal lontano 1966.

Chris Richards riscrive la storia: la statistica da urlo

Emergere in una serata in cui ogni cosa è andata per il verso giusto, salvo il neo del gol subito da Mauricio (con il risultato però già in cassaforte), non è di certo un qualcosa di facile. Ma la statistica con cui Richards ha chiuso la sua partita non può passare inosservata: il classe 2000 è infatti arrivato a fine partita con il 100% di precisione, completando tutti gli 83 passaggi tentati nella sfida al Paraguay. Si tratta appunto del miglior dato fatto registrare in un Mondiale dalla campagna iridata del 1966. E sebbene quello di Richards non sia il nome più altisonante della Nazionale a stelle e strisce, la sua importanza, ben chiara al ct, è testimoniata dai numeri.

Richards nella storia dei Mondiali: Pochettino sogna in grande

Quello che sarà il cammino degli Stati Uniti ai Mondiali casalinghi è un qualcosa ancora tutto da scoprire, ma Mauricio Pochettino non pone limiti alla sua squadra e culla sogni di gloria: "Noi in grado di vincere i Mondiali? Ho risposto di sì prima di tutto perché ci credo. In secondo luogo, il più alto rappresentante di una nazione mi ha posto questa domanda. Se fossi presidente e l'allenatore non mi desse un 'sì' definitivo, lo licenzierei. Cosa fareste con un allenatore che dubita delle possibilità della sua squadra? Fin dal primo giorno, abbiamo accettato questa sfida. Dissi allora: qualunque sia la pressione, trasformatela in energia per spingervi oltre i vostri limiti. Non eravamo sotto pressione per vincere perché nessuno considerava gli Stati Uniti tra i principali contendenti. Ma ci siamo detti 'Perché no?'". Una dichiarazione evasiva, ma che fa trapelare la fame di una Nazionale e di una Nazione che da sempre sogna in grande ed è pronta a farlo anche nel mondo del calcio.