Mondiali 2026, quelli che "vedono il sangue": l'incredibile parziale di 12-1 che rende l'Argentina invincibile nei finali di partita

L'Argentina di Scaloni vola in finale ai Mondiali 2026 grazie a una straordinaria tenuta mentale. I numeri spaventosi dei gol realizzati dal 76° minuto in poi.

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Enzo Fernandez e Lautaro Martinez (ShutterStock)

Se esiste una parola che definisce alla perfezione l'Argentina di Lionel Scaloni, questa è senza dubbio "resilienza". L'approdo alla finalissima dei Mondiali 2026 contro la Spagna è stato un cammino tortuoso, epico e a tratti miracoloso, caratterizzato da una forza mentale che rasenta l'irreale. Più che con il dominio tattico, l'Albiceleste ha triturato i suoi avversari sulla distanza. I numeri in questo senso sono emblematici: ben 12 dei 19 gol totali realizzati dall'Argentina in questo Mondiale sono arrivati dal 76° minuto di gioco in poi. Un parziale schiacciante di 12-1 nei finali di partita che fotografa una squadra programmata per non arrendersi mai.

"Se l'avversario esita, noi vediamo il sangue"

Le rimonte contro Egitto, Svizzera e, per ultima, quella in semifinale contro l'Inghilterra (firmata da Enzo Fernández all'85' e Lautaro Martínez al 92') testimoniano la spaventosa capacità del gruppo di esaltarsi nelle avversità. Il commissario tecnico Lionel Scaloni ha spiegato questo fenomeno con parole forti, che descrivono l'anima guerriera dei suoi ragazzi:

"Questa squadra dà il meglio di sé quando si trova in difficoltà. Quando soffriamo e l'avversario esita anche solo un istante... noi lì vediamo il sangue e andiamo fino in fondo. Li definisco testardi, nel senso migliore del termine. Sono guerrieri cresciuti in un ambiente dove la paura non esiste e dove la responsabilità non li frena."

Un concetto ribadito anche dal difensore Nicolás Tagliafico: "I Mondiali si giocano sui dettagli. Le partite non si vincono solo giocando bene, ma lottando e combattendo fino all'ultimo secondo".

La gestione dei cambi e la cooperativa del gol tardivo

Dietro questa incredibile striscia di gol nei minuti caldi non c'è solo il cuore, ma anche una gestione scientifica delle risorse da parte di Scaloni. Il CT argentino ha un piano fisso per i secondi tempi: l'inserimento costante di forze fresche e di grande dinamismo come Nico González e Gonzalo Montiel, spesso accompagnati a gara in corso da veterani del calibro di Nicolás Otamendi e Lautaro Martínez (autore di ben quattro gol pesantissimi tra tempi regolamentari, supplementari e recuperi).

"Se non hai in panchina elementi come Lautaro o Nico González, che corre come un animale, puoi anche essere un mago ma non vai da nessuna parte. La realtà è che conta la qualità dei giocatori", ha ammesso con pragmatismo l'allenatore.

Il calcio oltre la lavagna tattica

Mentre gli analisti si concentrano sugli schemi, l'Argentina dimostra che nei tornei brevi la componente emotiva e caratteriale è quella che fa davvero la differenza tra sollevare una coppa e tornare a casa a mani vuote. "Il calcio non è solo tattica, strategia o giocare bene" ha concluso Scaloni. "Il calcio è tutto ciò che si è visto negli ultimi quaranta minuti contro l'Inghilterra. E quando c'è stato da trincerarsi in difesa, lo abbiamo fatto". Con 14 partite consecutive senza sconfitte e un morale alle stelle, l'Argentina si presenta all'atto finale di domenica consapevole che, se la partita dovesse trascinarsi fino agli sgoccioli, saranno ancora una volta gli avversari a dover avere paura.