Mondiali 2026, Mbappé da leggenda: record storico e Francia in semifinale. Ma scoppia il caso rigore
Kylian Mbappé trascina la Francia in semifinale ai Mondiali ed entra nella storia con un record assoluto. Le critiche a Madrid, il feeling con Dembélé e lo sfogo sul rigore.

Kylian Mbappé (Shutterstock)
Il Mondiale di Kylian Mbappé continua a muoversi a un ritmo extraterrestre, capace di illuminare gli stadi americani proprio come facevano i Chicago Bulls di Michael Jordan o Ayrton Senna in pista. A Boston la Francia ha dato l'ennesima dimostrazione di forza, superando gli ostacoli con una grazia che lascia gli avversari quasi ipnotizzati. Ci ha provato il Paraguay, con il suo stile ruvido e battagliero, e ci ha provato il Marocco, privo del faro Saibari e costretto alla resa. Con questa striscia trionfale, la stella di Bondy ha infranto un altro record leggendario: a soli 27 anni e 201 giorni è diventato il calciatore più giovane della storia a raggiungere le 20 presenze ai Mondiali, surclassando il precedente primato del polacco Wladislaw Zmuda, che ci riuscì a 28 anni e 34 giorni.
L'idolo di Francia che fa discutere il Real Madrid
Il rapporto tra Mbappé e il mondo del calcio vive di un curioso dualismo. Mentre a Madrid, sponda Real, l'attaccante continua a subire critiche feroci da una parte della tifoseria che lo vorrebbe già lontano, in patria il classe '98 è considerato un vero e proprio eroe nazionale, quasi un "Presidente". I numeri, d'altronde, rasentano la perfezione: 20 gol in 20 partite disputate nella rassegna iridata dal 2018 a oggi, con la terza semifinale consecutiva già in cassaforte. Anche in una serata difficile, segnata dal duello estenuante con il portiere marocchino Bono, Mbappé ha tolto le castagne dal fuoco con un tiro a giro imparabile che si è insaccato sul palo più lontano, regalando la magia che ha sbloccato la sfida.
Non solo gol: la versione leader e assistman per Dembélé
L'evoluzione del fuoriclasse francese si vede soprattutto nella sua capacità di essere un leader totale all'interno dello spogliatoio, scacciando ogni ombra di egoismo. Ne è una prova il raddoppio firmato da Ousmane Dembélé, nato proprio da un consiglio tattico del numero 10. "Poco prima della rete, Kylian mi aveva suggerito di rimanere in posizione centrale, prevedendo un'opportunità in contropiede" — ha rivelato l'attaccante del PSG nel post-partita — "Ha fatto un movimento straordinario per portarsi via i difensori e crearmi lo spazio necessario. A quel punto ho pensato solo a centrare lo specchio". Un'intesa perfetta che allontana le voci di presunte invidie, nonostante Dembélé abbia bacheca arricchita da un Pallone d'Oro e due Champions vinte negli ultimi due anni, un traguardo che Mbappé insegue ancora da quando ha accettato la corte di Florentino Perez nel 2024.
Lo sfogo sul Var: "Cinque minuti di attesa sono troppi"
L'unica nota storta nella serata di Boston è arrivata dal dischetto, con un calcio di rigore fallito che ha lasciato l'amaro in bocca al fuoriclasse. Nel post-gara, Mbappé non ha risparmiato una frecciata nei confronti del direttore di gara argentino Facundo Tello, colpevole a suo dire di aver generato troppa confusione prima della battuta. "C'è stato un equivoco totale. Prima mi dice che è rigore, poi ferma tutto per il controllo, poi mi ridà l'ok e cambia idea un'altra volta. Mi sono lasciato distrarre da questo teatrino" — ha spiegato visibilmente infastidito — "Questo è il calcio con il Var e dobbiamo adattarci, ma un arbitro non può cambiare idea ogni due minuti". In difesa del francese è intervenuto anche Erling Haaland, che ha solidarizzato via social con il collega: "Dover aspettare cinque minuti per calciare un rigore è davvero troppo tempo". Un attestato di stima tra giganti che, tuttavia, non rovina la festa della Francia, ormai a un passo dal sogno del terzo titolo mondiale.