Vinicius al Barcellona, retroscena Bartomeu: "C'era già un accordo"

L'ex presidente Bartomeu svela: il Barcellona aveva un'intesa di massima per Vinicius, poi soffiato dal Real Madrid. E rivela anche un retroscena su Mbappé

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Vinicius Junior - Shutterstock

Il calciomercato, si sa, è fatto di occasioni mancate e di porte rimaste socchiuse all'ultimo istante. Ma quando il "quasi affare" porta il nome di Vinicius Junior, l'eco diventa enorme. Josep Maria Bartomeu, ex presidente del Barcellona, ha aperto un capitolo che farà discutere a lungo i tifosi blaugrana. Ai microfoni di ESPN Deportes, l'ex numero uno catalano ha rivelato che il club aveva raggiunto un'intesa di massima con la famiglia e gli agenti del talento brasiliano prima che il Real Madrid si inserisse e chiudesse l'operazione nel 2018. Una rivelazione che, alla luce della stagione consacrante vissuta dal brasiliano in maglia merengue, suona come un rimpianto destinato a pesare a lungo nelle stanze del Camp Nou.

L'intesa sfumata e l'affondo del Real

Il retroscena raccontato da Bartomeu è chiaro nei contorni. Il Barcellona aveva avviato i contatti, parlato con la famiglia e con gli agenti di Vinicius, e c'era effettivamente un accordo di massima per portarlo in blaugrana. Poi è arrivata la mossa del Real Madrid, evidentemente con un'offerta economica più convincente, e il giovane talento del Flamengo ha scelto la capitale. Lo stesso Vinicius, nel 2019, aveva motivato la scelta sostenendo di aver visto al Madrid maggiori opportunità di crescita, pur ammettendo che il Barça mettesse sul piatto cifre superiori. Sei anni dopo, il bilancio è inequivocabile: leader tecnico della squadra più titolata d'Europa, vincitore di Champions League e LaLiga, candidato stabile al Pallone d'Oro. Il giocatore che il Barcellona ha rincorso e perso è oggi una delle prime cinque-sei stelle del calcio mondiale.

Il caso Mbappé e i conti che tornano

Non solo Vinicius. Bartomeu ha aperto anche il cassetto del dossier Mbappé, ai tempi in cui il fenomeno francese giocava ancora nel Monaco. "Il Monaco chiedeva cifre molto alte, ma il Barça allora poteva permettersele", ha spiegato l'ex presidente, ricordando come il club catalano fosse in quel periodo "il primo al mondo per ricavi". I contatti con il padre del giocatore ci furono, ma il PSG esercitò una pressione decisiva sul Monaco e anche lo stesso Mbappé preferì la destinazione parigina. Nel frattempo, il Barcellona stava chiudendo per Ousmane Dembélé, indicato dagli allenatori come priorità tecnica. Due scelte che, con il senno di poi, raccontano molto delle traiettorie divergenti dei due club negli anni successivi.