"Un anno sabatico? È da deboli": Mourinho attacca Guardiola nel nuovo docu-film su Netflix

José Mourinho torna a stuzzicare Pep Guardiola: nel docu-film 'The Special One', lo Special One critica la scelta del catalano e rifiuta l'idea di fermarsi.

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José Mourinho con Guardiola sullo sfondo (ShutterStock)

La storica ed infuocata rivalità tra José Mourinho e Pep Guardiola, che ha segnato un'epoca indelebile ai tempi dei Clásicos tra Real Madrid e Barcellona, si arricchisce di un nuovo ed esplosivo capitolo. L'occasione per una nuova stoccata da parte dello Special One è rappresentata dall'uscita del suo nuovo docu-film ufficiale su Netflix. Nel corso delle riprese, il tecnico portoghese è tornato a criticare apertamente la decisione presa in passato dal rivale catalano, che nel 2012 scelse di concedersi un anno di stop dopo l'addio alla panchina blaugrana e prima di intraprendere l'avventura al Bayern Monaco.

L'attacco diretto: "Un anno sabatico equivale a debolezza"

Senza usare mezzi termini, Mourinho ha stroncato il concetto stesso di riposo per un allenatore di massimo livello. "Alcuni colleghi hanno bisogno di prendersi un anno sabatico, una cosa che io odio profondamente" — ha dichiarato l'allenatore lusitano nella produzione di Netflix — "Per me la parola sabatico significa debolezza. Non parlatemi di pause: io non ho mai bisogno di riposare, mi riposerò soltanto quando sarò morto". Una provocazione diretta che punta il dito contro chi, come Guardiola, ha sentito la necessità di staccare la spina per ricaricare le batterie prima di una nuova sfida.

La passione per la panchina e il futuro dello Special One

Oltre alla frecciata rivolta al tecnico del Manchester City, Mourinho ha ribadito la sua viscerale ossessione per il terreno di gioco, allontanando qualsiasi ipotesi di ritiro a breve termine. Il tecnico portoghese ha confidato di vedersi sulla cresta dell'onda per almeno altri dieci anni, spinto dal desiderio di vincere trofei sia in piazze inedite sia dove ha già trionfato in passato. "Il mio mondo è entrare in uno stadio davanti a 50.000 o 90.000 spettatori" — ha concluso lo Special One"Senza il calcio sento che mi manca qualcosa. Quando raggiungi un determinato livello, l'unica cosa che desideri è rimanerci per sempre".