Rivelazione shock del Times su Infantino: "30 milioni di stipendio se avesse venduto i Mondiali"
Un clamoroso retroscena svelato dal Times rivela le cifre dietro il piano FIFA Forward Enterprise: Gianni Infantino avrebbe percepito un ingaggio da 30 milioni di euro.

Gianni Infantino (Shutterstock)
L'incredibile retromarcia di Gianni Infantino sul progetto di parziale privatizzazione della FIFA continua ad arricchirsi di dettagli sconcertanti. Dopo le durissime prese di posizione della UEFA e del Real Madrid, un retroscena svelato dal quotidiano britannico The Times fa ulteriore luce sulle motivazioni personali che avrebbero spinto il numero uno del calcio mondiale a promuovere l'operazione. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, dietro la frettolosa ritirata del dirigente italo-svizzero si nascondeva un piano economico personale a dir poco faraonico, stroncato sul nascere dalla fermissima opposizione dell'intero movimento calcistico internazionale.
Il piano FIFA Forward Enterprise: un affare da oltre 3,5 miliardi
Il progetto, ideato dai vertici di Zurigo e battezzato con il nome di FIFA Forward Enterprise, prevedeva la cessione del 20% dei diritti commerciali delle competizioni internazionali — compresa la fase finale dei Mondiali — a investitori e fondi di private equity. L'operazione, concepita attraverso una società controllata, avrebbe dovuto garantire alle casse della federazione un'iniezione immediata di liquidità stimata attorno ai 3,65 miliardi di euro. Un accordo finanziario colossale imbastito a porte chiuse che ha scatenato una vera e propria rivolta istituzionale guidata dalle principali confederazioni e dai club europei.
Maxicompenso e bonus: le cifre rivelate dal Times
A far discutere in modo acceso sono però i vantaggi diretti destinati al presidente della FIFA. Secondo quanto riportato dal Times, il completamento della cessione dei diritti avrebbe garantito a Gianni Infantino uno stipendio personale da capogiro: ben 30 milioni di euro all'anno, a cui si sarebbero aggiunti lauti bonus legati ai rendimenti finanziari della nuova entità commerciale. Cifre da capogiro che spiegano la determinazione con cui i vertici di Zurigo hanno tentato di accelerare l'iter approvativo prima che la netta levata di scudi dei tifosi, delle leghe e dei governi costringesse l'ente a far saltare definitivamente il banco.